Roma, 23 gennaio 2015

Obiettivi e strumenti del progetto OpenCivitas, la banca dati online che informa su spesa storica e fabbisogni standard di Comuni e Province

PubblicaAmministrazione.net intervista Emanuele Schirru, responsabile ICT SOSE

Obiettivi e strumenti del progetto OpenCivitas, la banca dati online che informa su spesa storica e fabbisogni standard di Comuni e Province

È online dallo scorso 18 novembre 2014 il portale OpenCivitas, la banca dati che permette a tutti i cittadini di monitorare la spesa storica e i fabbisogni standard di Comuni, Province e Regioni a statuto ordinario.

Un'iniziativa finalizzata a promuovere la piena trasparenza degli enti locali realizzato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e SOSE (Soluzioni per il Sistema Economico).

Emanuele Schirru, Responsabile Information & Communication Technology di SOSE, illustra finalità, risorse e implementazioni future del progetto.

1. Quali sono gli obiettivi principali di OpenCivitas?

Il progetto OpenCivitas di SOSE (società partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e da Banca d'Italia) e realizzato con la piattaforma di Data Discovery QlikView, è uno strumento di esplorazione e di confronto online dei dati raccolti ed elaborati per la determinazione dei fabbisogni standard.

A partire dal 18 novembre 2014 tali dai sono stati resi disponibili per tutti i cittadini e gli amministratori locali che possono quindi visualizzare il fabbisogno standard, la spesa storica e un insieme di indicatori per tutti i Comuni e le Province delle Regioni a statuto ordinario.

È un'iniziativa di trasparenza sui fabbisogni standard. Con le informazioni diffuse tramite OpenCivitas s'intende facilitare il controllo da parte dei cittadini e supportare i Governi locali nell'individuazione delle migliori strategie di gestione, in modo da stimolare la responsabilità elettorale degli amministratori locali, ponendo così le basi di un processo di revisione della spesa locale che coinvolga direttamente i cittadini e gli amministratori locali.

Per raggiungere questi obiettivi abbiamo deciso di coinvolgere Qlik, azienda leader nella data discovery che ha creato la piattaforma di BI self-service utilizzata nel progetto perché ci consentiva di dare il giusto valore ai dati raccolti e alle analisi effettuate.

2. OpenCivitas consente la condivisione di informazioni e favorisce la partecipazione civica: quali sono le risorse online a disposizione dei cittadini?

In questa prima versione di OpenCivitas, i fabbisogni standard sono confrontati con la spesa storica del 2010 fornendo per ogni ente e ogni funzione/servizio fondamentale la differenza tra il fabbisogno standard e la spesa storica.

 Le funzioni/servizi analizzati sono:

 - Per i Comuni: l'ufficio tributi, l'ufficio tecnico, l'anagrafe, i servizi generali (organi istituzionali e amministrazione), la viabilità, il trasporto pubblico locale, il verde pubblico, la gestione dei rifiuti, i servizi sociali, gli asili nido, la polizia locale, l'istruzione pubblica.

 - Per le Province: i servizi generali (organi istituzionali e amministrazione), l'istruzione pubblica, i trasporti, la gestione del territorio, la tutela ambientale, il mercato del lavoro, la polizia provinciale.

 OpenCivitas, realizzato con la piattaforma QlikView, lo strumento di Data Discovery per la creazione rapida di analisi guidate, consente di accedere alle seguenti informazioni: Fabbisogni Standard (per effettuare il confronto tra fabbisogno standard e spesa storica per funzione/servizio di ogni ente locale italiano), Indicatori (per entrare nel dettaglio delle scelte gestionali e organizzative degli amministratori), Confronto (per conoscere il posizionamento di un ente rispetto agli altri, con particolare attenzione a quelli simili o limitrofi), Certificati consuntivi (per ottenere un'informazione di sintesi sui bilanci delle amministrazioni locali).

3. In che modo l'accesso alla banca dati di OpenCivitas può stimolare la responsabilità degli amministratori locali?

 Per la prima volta in Italia, grazie a questa operazione di trasparenza, ogni cittadino avrà accesso a informazioni omogenee che permetteranno di valutare e controllare le scelte operate dagli amministratori locali.

Inoltre, attraverso questo strumento, l'Ente Locale potrà confrontare la propria spesa con quella di enti simili, favorendo così la concorrenza fra gli enti.

Attraverso la pubblicazione di tali dati si vuole porre le basi per una revisione della spesa locale da basso favorendo la partecipazione civica e stimolando così la responsabilità degli amministratori locali.

4. Quali saranno le implementazioni future del portale?

Per il 2015 sono stati definiti i seguenti aggiornamenti relativi alle informazioni di: spesa storica, dati questionari, fabbisogni standard.

- Aggiornamento spesa storica per le annualità 2011 - 2012 – 2013.

- Aggiornamento dati questionario. (Attraverso l'invio di un questionario unico per i Comuni, Unioni di Comuni e Comunità Montane sarà possibile la raccolta dei dati relativi all'anno 2013 per tutte le funzioni analizzate). L'invio del questionario è previsto entro la fine del 2014, inizio 2015 (è in corso di definizione la data).

- Ricalcolo del fabbisogno standard. (È previsto il ricalcolo del fabbisogno standard, ossia del coefficiente di riparto, di ciascun ente per l'annualità 2013).

- Analisi di trend. (L'inserimento dei dati su riportati permetterà di effettuare analisi di trend su più annualità).

Sono in fase di definizione alcuni sviluppi relativi al prodotto OpenCivitas, quali:

1. Peso delle determinanti (composizione del fabbisogno). I Fabbisogni Standard misurano il fabbisogno finanziario di un ente in base alle caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della popolazione residente. In totale concorrono alla determinazione dei fabbisogni standard 122 variabili ripartite in 13 gruppi omogenei.

 Ad oggi, è stato assegnato un peso (percentuale) ad ogni variabile nella determinazione del fabbisogno complessivo e dei singoli servizi evidenziando, in questo modo, le principali determinanti dei fabbisogni standard.

Nel caso dei Comuni, ad esempio, in ordine di importanza è possibile individuare la seguente classifica delle determinanti:

 - il numero della popolazione residente incide per il 20%,

 - i servizi offerti per il 13,7%,

- la morfologia e il territorio incide per l'8,7%,

- l'economia locale per l'8%,

- i prezzi dei fattori produttivi (costo del lavoro e livello delle locazioni uso ufficio) per il 7,9%,

- i fattori esogeni di carico (ad esempio l'attività di front-office dell'anagrafe) per il 7,5%,

- gli immobili per il 6,8%,

 - le scelte organizzative non modificabili nel breve periodo per il 5,8%,

- il disagio sociale per il 5,3%,

- i veicoli e il traffico stradale per il 5,2%,

- la struttura demografica della popolazione per il 4.9%,

- il turismo per il 4,8%,

- gli investimenti per l'1%.

 Lo sviluppo prevede la definizione, per ogni comune, del peso di ciascun gruppo di variabili nella determinazione del fabbisogno.

2. Livelli quantitativi delle prestazioni (quanti servizi offre il Comune). La SOSE ha sviluppato un modello volto a calcolare l'efficienza degli enti incrociando i fabbisogni standard con i livelli quantitativi delle prestazioni al fine di individuare in che modo ogni ente riesce a soddisfare la domanda specifica del suo territorio.

Questo modello è uno strumento che permette l'individuazione della natura delle politiche appropriate a ogni specifico ente locale, dato il suo posizionamento rispetto agli altri.