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Competitività a Nord Est. Presentati a Pordenone i risultati di una ricerca effettuata da Sose

La provincia è stata caso di studio per un’indagine pilota sui fattori competitivi e sulla situazione economica del settore manifatturiero.

Pordenone, 16 mag 2009

Maggiore accesso al credito, innovazione, ricerca scientifica e visione della crisi come un’opportunità. Specializzazione di prodotto e ricorso ai marchi come fattori di vantaggio competitivo: ecco la ricette per rispondere alla situazione economica attuale. Pordenone è stata oggi l’oggetto del dibattito della prima indagine in Italia, iniziata nel 2007 e conclusasi di recente, in grado di offrire una mappatura reale della situazione economica attuale.
Durante la tavola rotonda “Competitività a Nord Est. Indagine sul settore manifatturiero nella provincia di Pordenone e sul distretto del mobile Alto Livenza”, promosso da Rotary Club Pordenone, Rotary Club Alto Livenza, con il patrocinio di CCIAA Pordenone, Confartigianato Pordenone, Unindustria e realizzata da Sose Spa, sono stati inoltre precisati quali strumenti a favore del sistema delle imprese possono risultare più adeguati nel consolidare la competitività anche alla luce delle forti difficoltà che i mercati hanno evidenziato in questi mesi per effetto della crisi mondiale.
“È necessario consolidare il credito a breve rendendolo a lungo termine: -è intervenuto Giampietro Brunello, Presidente della Sose, Società per gli Studi di Settore – aumentare pertanto il capitale di rischio, facendo anche rientrare i capitali dall’estero per destinarli alla patrimonializzazione delle imprese. Nel medio termine, inoltre, creare una piattaforma con gli strumenti necessari ad affrontarla: in primis innovazione e certificazione di qualità. Nel breve termine, infine, prendere la crisi come un’opportunità di “fare sistema” e per sviluppare il settore R&S, riducendo quindi l’indebitamento.”
“L’indagine, - ha proseguito Brunello - si prefigura come caso pilota in Italia per le metodologie utilizzate. I criteri analitici che abbiamo stabilito saranno quindi applicabili a tutte le altre Regioni interessate a questo tipo di indagine. Grazie alla disponibilità di dati provenienti dal nostro archivio economico, è stato possibile ricostruire in una prospettiva mai indagata in precedenza, le dinamiche competitive dei sistemi della piccola impresa e della loro relazione con le Grandi Imprese.” 
Piccola e grande impresa oggetto di un’indagine particolarmente significativa proprio perché svolta in un momento critico come quello della congiuntura economica negativa attuale. “È necessario distinguere due livelli: - è intervenuto Roberto Pozzana, docente dell’Università degli Studi di Padova e coordinatore della ricerca presentata, - quello della piccola e media impresa e quello invece delle grandi aziende. Le Grandi Imprese del pordenonese sono più sottocapitalizzate e indebitate a breve rispetto ai corrispondenti concorrenti in altri territori: la loro struttura finanziaria è quindi più esposta alla fragilità del mercato. Il sistema terzista delle Piccole Imprese, invece, è andato in difficoltà soprattutto con i terzisti monocliente. Questo tipo di imprese, in particolare quelle del settore meccanico e del mobile, riesce comunque a resistere grazie al marchio altamente competitivo e ad una forte capacità di esportazione. Sono questi i fattori su cui devono puntare.”
“Guardiamo la grande impresa: - ha proseguito il dibattito Arnaldo Camuffo, professore dell’Università Bocconi – abbiamo avuto di recente esempi vincenti di management più esigente nei confronti di fornitori, clienti e della stessa organizzazione interna. Ebbene, ritengo che l’”equivalente funzionale” nelle piccole imprese debba essere proprio questo: è necessario creare quindi dei criteri che obblighino i sistemi imprenditoriali minori a non appoggiarsi più solo al sistema finanziario e creditizio, e che li investano della responsabilità di alzare il livello di pretesa e quindi di prestazione. “

Fonte: Comunicato stampa Adnkronos