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Come nascono

Gli Studi nascono dall’esigenza di individuare un meccanismo di determinazione della capacità contributiva trasparente e in grado di cogliere la realtà economica di riferimento. L'intento è di rappresentare uno strumento di accertamento per le piccole e medie imprese che permetta a queste ultime di conoscere preventivamente ed in forma trasparente la pretesa del Fisco rispetto alla propria situazione economica.
Con il decreto legge 30.8.1993, n. 331, convertito nella legge del 29 ottobre 1993, n. 427, e in particolare con l'articolo 62-bis, e lo Stato ha sancito l'istituzione degli Studi di Settore, con il fine esplicito di rendere più efficace l'azione accertatrice, soddisfando al contempo l'esigenza di stimare il risultato di gestione mediante l'utilizzo di metodologie più raffinate, applicabili sulla base di elementi strutturali oltre che contabili.
Le precedenti esperienze in campo fiscale, come i parametri e i coefficienti presuntivi, rafforzati dal parametro del contributo diretto lavorativo "Minimum Tax", si sono, infatti, rivelati troppo rudimentali, rigidi e incapaci di individuare le peculiarità e le caratteristiche strutturali delle diverse attività economiche.
Nel processo di costruzione degli Studi è stata assegnata particolare importanza al coinvolgimento delle Associazioni di categoria e degli Ordini professionali. La predisposizione della piattaforma metodologica è stata studiata e perfezionata negli anni 1996 e 1997; i primi Studi sono entrati in fase di applicazione per l'anno di imposta 1998.
Gli Studi si inseriscono, inoltre, in un contesto innovativo di dialogo tra Amministrazione Finanziaria e contribuenti avviato alla fine degli anni ’90, culminato con l’emanazione del c.d. "Statuto del contribuente" e che ha condotto alla introduzione di istituti di "“compliance" quali: l’autotutela, l’accertamento con adesione, il Garante del contribuente, i centri di assistenza fiscale etc.

Il gruppo di "pionieri"
L'attività di progettazione ed elaborazione degli Studi ha inizio a metà degli anni novanta, gestita da un gruppo di lavoro, coordinato dal dott. Giampietro Brunello, attuale Presidente e Amministratore delegato della Sose.
È un progetto che si propone di sviluppare gli Studi di Settore in Italia tenendo conto di tutti i fattori locali ma su basi diverse da quelle sviluppate in materia di accertamento induttivo da altri paesi.
Sulla base delle idee maturate nel mondo delle organizzazioni di categoria, si opta per la realizzazione di uno strumento, noto ex ante, in grado di descrivere le modalità operative dei singoli settori economici. Il modello presenta da subito uno spiccato carattere di originalità nel saper coniugare in un unico processo tecniche di analisi economico-aziendale e di tipo statistico-matematico. Le varie fasi di valutazione e di classificazione economica del soggetto si uniscono all'analisi dei dati e alla ricostruzione dei ricavi assegnabili con maggiore probabilità.
I primi studi di settore, operativamente, entrano in fase di applicazione nell’anno d’imposta 1998.

Gli ultimi anni
Una volta una volta messa a regime la metodologia, nel '96 gli Studi di Settore vengono estesi nella loro portata: nel '98 erano a quota 45. Il numero aumenta, tuttavia, rapidamente fino ad oltrepassare quota 200 nell'anno 2002, coprendo la quasi la totalità dei settori economici attivi sul territorio nazionale. Per il periodo d'imposta 2006 sono stati applicati ben 206 Studi di settore, con l'individuazione di oltre duemila modelli organizzativi.