Luci ed ombre
La critica rivolta in genere agli Studi di Settore è indotta principalmente da una difficoltà di comprensione della metodologia, che non è una "scatola nera" nella quale vengono mescolati dati, allo scopo di pervenire ad un risultato economico finale vantaggioso per il fisco. Infatti, il modello è visto talvolta come un sistema di calcolo di tipo matematico-statistico in cui è sufficiente mescolare numeri per ottenere un risultato comunque credibile per l’Amministrazione, in modo da ottenere il massimo vantaggio fiscale.
Tale critica sembra dimenticare che gli Studi non si limitano ad un mero calcolo ma riproducono in un modello logico la fotografia d’impresa, sulla base dei dati contabili ed elementi strutturali dichiarati dal contribuente.
In sostanza, un’artificiosa modifica dei dati di partenza altera, fino a renderla "illeggibile", la fotografia dell’impresa "scattata" dagli Studi stessi.
Conseguenze di queste pregiudiziali sono state anche le polemiche sulla introduzione degli indicatori di normalità economica, il cui unico fine è di rendere inefficaci alcune situazioni contabili chiaramente alterate.
In realtà gli Studi di Settore non sono stati affatto ritoccati allo scopo di determinare un conseguente aggravio fiscale ma semplicemente è stata introdotta una particolare metodologia per contrastare efficacemente comportamenti non corretti, allo scopo di trarre un ingiustificato risparmio fiscale da parte del contribuente.
Nell'azione di riequilibrio del rapporto con il contribuente, si perviene ad una rappresentazione più attendibile della propria attività. Tale maggior trasparenza può consentire inoltre al contribuente di controllare le proprie performances d'impresa anche allo scopo di una complessiva ottimizzazione della gestione aziendale.