Il Fondo di Solidarietà Comunale è una materia complessa ma fondamentale nell’architettura federalista del nostro paese. Da qualche giorno su www.opencivitas.it è possibile consultare i dati relativi alla dotazione del FSC per ognuno dei comuni che ricade in una delle Regioni a Statuto Ordinario.

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Buongiorno a tutti, oggi ci occupiamo di FSC ovvero Fondo di Solidarietà Comunale, materia complessa ma fondamentale nell’architettura federalista del nostro paese. Da qualche giorno su www.opencivitas.it è possibile consultare i dati relativi alla dotazione del FSC per ognuno dei comuni che ricade in una delle Regioni a Statuto Ordinario. Per spiegarci meglio di cosa si tratta abbiamo al microfono Antonella Evangelista, statistica dell’Unità Analisi della Finanza Pubblica in SOSE.  

D) Buongiorno Antonella. Cominciamo dall’inizio: cos’è il Fondo di Solidarietà Comunale e perché è così importante? 

Il Fondo di Solidarietà Comunale (FSC), istituito nel 2013, è il fondo per il finanziamento dei comuni che, a partire dal 2015, assolve anche al ruolo di strumento perequativo delle risorse che spettano loro. È particolarmente importante perché è finalizzato ad assicurare un'equa distribuzione delle risorse con lo scopo di eliminare o attenuare le disparità territoriali.  

Il Fondo è parte integrante dell’attuazione del disegno complessivo del federalismo fiscale che, in Italia, ha visto il suo inizio con la riforma del titolo V della Costituzione nel 2001 e con l’adozione della legge delega (legge 42) nel 2009. La legge delega, in particolare, prevede il progressivo superamento del criterio della spesa storica in favore di un sistema basato su fabbisogni standard e capacità fiscale, ovvero un sistema basato sull'equilibrio tra le risorse finanziarie di cui ogni ente ha bisogno per assicurare i servizi ai suoi cittadini e le entrate standard su cui il comune può contare. 

 

D) Quali sono i criteri di ripartizione del Fondo?  

Il Fondo prevede una serie di criteri articolati. Anzitutto ci sono due componenti principali che sono quella storica e quella standard e poi ci sono una serie di elementi che concorrono alla dotazione finale.  

La prima componente è basata sui trasferimenti storici, cioè lo Stato punta a ristorare i comuni delle risorse perse a seguito dell’abolizione dell’ICI e dei trasferimenti erariali, risorse compensate solo in parte dall’istituzione dell’IMU e della TASI. Il peso di questa componente del Fondo andrà a ridursi progressivamente negli anni fino ad azzerarsi a partire dal 2030: nel 2021 è stato del 67%.     

La seconda componente è basata, invece, sulle risorse standard cioè sul confronto, per ogni comune, tra le risorse distribuite secondo i fabbisogni standard e quelle assicurate al comune dalla sua capacità fiscale. In questo modo si determina la parte perequativa del Fondo. Il peso di questa componente, in perfetta complementarità con quella storica, crescerà progressivamente negli anni fino ad arrivare al 100% a partire dal 2030: nel 2021 è stato del 33%.  Ad accompagnare la graduale sostituzione del riparto storico con quello perequativo sono previsti due meccanismi di salvaguardia, c.d. correttivi statistici, che servono a limitare l’impatto eccessivo della transizione. 

Oltre alle componenti storica e perequativa ci sono poi ulteriori elementi che determinano la quota di FSC di ogni comune: anzitutto bisogna considerare i tagli alle risorse comunali del 2014 e del 2015, poi vanno considerati i trasferimenti a compensazione della perdita di gettito dovuta alla variazione della base imponibile IMU e TASI, poi ci sono le risorse aggiuntive riconosciute a vario titolo come ad esempio quelle a parziale ristoro dei tagli del DL66 del 2014 e, infine, la quota di alimentazione del fondo stesso che viene prelevata dall’IMU comunale.   

Oggi, a legislazione vigente, la perequazione riguarda soltanto i comuni dei territori delle Regioni a Statuto Ordinario. Tra le Regioni a Statuto Speciale, il Fondo di Solidarietà Comunale viene determinato solamente per i comuni della Regione Sardegna e della Regione Siciliana, ma si ferma alla componente storica e non comprende quella perequativa.  

 

D) Quali dati sono disponibili ora in OpenCivitas e che differenza c’è con quelli pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno?  

In OpenCivitas, a partire da quest’anno, è presente una pagina dove l'utente può selezionare comune e anno ottenendo una tabella dove è riportata non solo la dotazione finale del fondo ma anche la descrizione di tutte le sue componenti. L’utente può andare a ritroso negli anni e comparare le varie componenti a partire dal 2017.   

I dati pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno provengono dallo stesso database utilizzato per quelli in OpenCivitas ma il Ministero propone una visualizzazione diversa. Nella tabella pubblicata su OpenCivitas abbiamo messo in evidenza le varie componenti in modo che fosse chiara la differenza tra la componente storica e quella perequativa del Fondo. In questo modo rendiamo più semplice la lettura dei dati e dell'articolazione dell'FSC.  

Una scelta di semplificazione e chiarezza che abbiamo fatto pensando soprattutto ai cittadini e agli amministratori locali che sono i principali utenti di OpenCivitas.   

Ringraziamo Antonella Evangelista, statistica dell’Unità Analisi della Finanza Pubblica in SOSE, e ci diamo appuntamento alla prossima intervista.