OpenCivitas è il portale di accesso ai dati dei fabbisogni standard degli enti locali italiani, un progetto di trasparenza e Open Government realizzato da SOSE e Ministero dell’Economia e delle Finanze. Recentemente il portale è stato aggiornato con l’inserimento dei dati relativi all’annualità 2017 e si tratta di un passaggio molto rilevante perché questi dati tengono conto anche di alcune importanti modifiche metodologiche.

Testo Podcast

Buongiorno a tutti.  

Come sapete OpenCivitas è il portale di accesso ai dati dei fabbisogni standard degli enti locali italiani, un progetto di trasparenza e Open Government realizzato da SOSE e Ministero dell’Economia e delle Finanze. In questi giorni il portale è stato aggiornato con l’inserimento dei dati relativi all’annualità 2017 e si tratta di un passaggio molto rilevante perché questi dati tengono conto anche di alcune importanti modifiche metodologiche. Per approfondire abbiamo con noi Roberto Dispotico, Resp. Fabbisogni Standard in SOSE.  

D) Roberto bentrovato. Cominciamo dall’aggiornamento dei dati 2017, spiegaci di quali dati stiamo parlando e come sono stati raccolti. 

Buongiorno Gabriele e ben trovato.  

Sul sito www.opencivitas.it sono disponibili i dati di tutte le funzioni fondamentali svolte dai Comuni, come ad esempio l’istruzione, il sociale e la viabilità, con l’eccezione del servizio di Trasporto Pubblico Locale che sul sito non ha mai trovato posto perché i dati relativi alla spesa storica su questo tema non sono calcolabili in modo omogeneo.  

In questi giorni abbiamo pubblicato i dati relativi al 2017: si tratta dei dati utilizzati per la determinazione dei fabbisogni e dei costi standard dei comuni e che sono serviti per la ripartizione del Fondo di Solidarietà Comunale 2021. La metodologia alla quale abbiamo fatto riferimento è quella approvata dalla Commissione Tecnica per i Fabbisogni Standard il 30 settembre del 2020.  

Questi dati provengono da fonti diverse: alcune informazioni sono desunte dagli archivi ufficiali, come quello dell’ISTAT, del MIUR o dell’Agenzia delle Entrate, mentre le altre sono state raccolte attraverso il questionario che ogni anno SOSE invia ai Comuni e alle Unioni di Comuni per aggiornare la banca dati dei fabbisogni standard.      

Il questionario si compone di due parti: la prima fa riferimento ai “Dati strutturali” e raccoglie informazioni in merito alle caratteristiche dell’ente e del suo territorio, alle risorse di cui dispone per la produzione dei servizi e ai servizi effettivamente offerti per ogni funzione. La seconda parte fa riferimento ai “Dati relativi al personale e dati contabili” e serve a raccogliere informazioni riguardanti le spese per il personale e la contabilità, ovvero entrate e uscite, per ciascun servizio.  

Rispondere ogni anno a questo questionario rappresenta un impegno importante per i comuni, lo sappiamo, e per questo riteniamo fondamentale restituire tutte le elaborazioni prodotte in modo da offrire a ciascuno un punto di riferimento per la valutazione del proprio operato e anche uno strumento di “Benchmark” per individuare eventuali gestioni differenti nell’erogazione dei servizi. 

D) Sul portale a fianco dell’etichetta che riporta l’annualità 2017 ora c’è un disclaimer che avverte l’utente del sito che ci sono state modifiche metodologiche importanti. Puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?  

Si, abbiamo ritenuto doveroso indicare all’utente che la nuova annualità inserita non può essere confrontata con i dati del 2015 e del 2016 perché per tre delle funzioni, ovvero "Sociale", "Smaltimento rifiuti" e "Viabilità e Territorio" la metodologia è cambiata.  

Infatti, è cambiato il modello econometrico che si usa per la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard: siamo passati da una analisi incentrata su una singola annualità ad una che considera più anni e offre quindi da un punto di vista strettamente statistico un netto miglioramento. In più abbiamo corretto alcune scelte applicative del passato scegliendo strumenti di stima più idonei a cogliere le specificità di ciascun servizio. 

D) Che effetti producono queste modifiche sui dati? 

  Nella nuova metodologia per il Settore sociale, che raggruppa tutti quei servizi rivolti alle fasce più deboli della popolazione, sono state completamente sterilizzate le differenziazioni territoriali nell'analisi della spesa, quelle che nella precedente metodologia erano chiamate "dummy regionali". In questo modo, si evita il rischio di creare delle disparità di partenza tra i territori.  

È importante segnalare che, per il Settore sociale, a partire da quest’anno, è stato riconosciuto un incremento di risorse finalizzate a ridurre le differenze territoriali che si registrano nell’erogazione dei servizi e queste risorse sono state definite proprio grazie all’analisi della performance presente in OpenCivitas prendendo a riferimento il livello dei servizi e dei costi delle realtà più virtuose.     

Per la funzione "Viabilità e Territorio", cioè i servizi di competenza comunale che garantiscono la fruibilità degli spazi pubblici di proprietà del comune, la revisione metodologica ha comportato un diverso peso delle variabili: se prima la popolazione residente era la variabile fondamentale ora è il numero delle "unità immobiliari complessive" ovvero le seconde case. In questo modo abbiamo elaborato stime più idonee a cogliere correttamente i fabbisogni dei comuni che registrano un alto numero di immobili a disposizione e di quelli che hanno registrato nel corso del tempo fenomeni di spopolamento. 

Bene ringraziamo Roberto Dispotico, Resp. Fabbisogni Standard, e ci diamo appuntamento alla prossima intervista.