In questa puntata ci occupiamo di enti di area vasta, vale a dire province e città metropolitane, perché in questi giorni SOSE ha rilasciato un importante aggiornamento su OpenCivitas.it pubblicando i dati 2018 e modificando le dashboard a disposizione dell’utente. Ne abbiamo parlato con Marco Mastracci che è il Responsabile dei Prodotti per la Finanza Pubblica di SOSE.

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Buongiorno e bentrovati a tutti, io sono Gabriele Carones e questo è "IlPunto", la rubrica di SOSE dedicata alle interviste e agli approfondimenti tematici.

Oggi ci occupiamo di enti di area vasta, vale a dire le province e le città metropolitane, perché in questi giorni SOSE ha rilasciato un importante aggiornamento su OpenCivitas.it rilasciando i dati 2018 e modificando le dashboard a disposizione dell’utente.

Come sapete SOSE è l’azienda pubblica che per conto del Ministero dell’Economia elabora e aggiorna ogni anno i fabbisogni standard degli enti locali italiani e questo riguarda sia i comuni che gli enti di area vasta.

Si tratta di enti che hanno nel corso del tempo subito una serie di modifiche normative e funzionali molto rilevanti che ne hanno mutato profondamente il funzionamento, a partire dalla così detta legge Delrio che ha istituito le città metropolitane e rivisto le funzioni delle province per arrivare fino alle leggi di bilancio 2021 e 2022 che hanno impresso un’accelerazione notevole per il completamento della riforma federalista.   

Per approfondire questi temi abbiamo con noi Marco Mastracci che è il Responsabile dei Prodotti per la Finanza Pubblica in SOSE. Allora Marco, anzitutto buongiorno e bentrovato.

 

Allora, partiamo dallo scenario, abbiamo accennato alle modifiche che le varie leggi nel tempo hanno prodotto per questi enti. Marco ci spieghi gli elementi essenziali di questo percorso?

In effetti, nel corso degli ultimi anni nel dibattito politico italiano è emersa in maniera consistente l’esigenza di revisionare la disciplina degli enti di area vasta con l’obiettivo di dare attuazione a quanto previsto della legge delega n. 42/2009 in tema di perequazione delle risorse.

La necessità di interventi si è palesata già con il venire meno nel 2016 della conferma referendaria della riforma costituzionale che ha interrotto di fatto l’iter delle riforme per questo livello di governo.

Tale esigenza di revisione è stata ulteriormente rilevata dalla considerazione che il compimento del processo di attuazione del federalismo fiscale rientra proprio tra le riforme abilitanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Le misure di consolidamento dei conti pubblici nel periodo 2011-15 hanno imposto ingenti riduzioni delle risorse del comparto.

Inoltre, l’assetto ordinamentale degli Enti di area vasta è stato ampiamente modificato nel 2014 dalla legge Delrio (l. n. 56), istituendo le città metropolitane e ridimensionando le funzioni delle province.

In attesa, dunque, di una riforma organica, per assistere gli enti nell’immediato a superare le difficoltà finanziarie dovute agli ingenti tagli, sono state attribuite loro le risorse per l’esercizio delle funzioni fondamentali nonché per sostenere gli investimenti.

In questa direzione, la legge di bilancio per il 2021 (L. 178/2020, art. 1, c. 783), poi integrata dalla legge di bilancio per il 2022 (L. 234/2021, art. 1, c. 561), hanno dato un impulso importante al riassetto del sistema di finanziamento delle province e città metropolitane.

In particolare, la legge di bilancio per il 2021 ha previsto l’attivazione a partire dal 2022 di due fondi perequativi distinti, uno per le province e l’altro per le città metropolitane delle RSO, in cui far confluire tutti i contributi e i fondi di parte corrente attualmente attribuiti a tali enti (incluse le risorse del Fondo sperimentale di riequilibrio) e le risorse aggiuntive da ripartite sulla base dei fabbisogni standard e delle capacità fiscali dei singoli enti, in analogia con i meccanismi di perequazione vigenti nel comparto comunale.

 

Veniamo ora a OpenCivitas. Oggi l’utente che visita la sezione del sito dedicata agli enti di area vasta si trova di fronte molte novità, anzitutto l’aggiornamento dei dati al 2018, e poi le nuove funzioni attribuite a questi enti. Ecco Marco ci spieghi quali sono queste nuove funzioni e quali dati sono disponibili per gli utenti?

Nel corso del 2021 la Commissione tecnica per i fabbisogni standard ha svolto un intenso lavoro tecnico per iniziare a definire gli elementi costituitivi fondamentali del nuovo sistema di finanziamento delle province e delle città metropolitane partendo proprio dalla determinazione e dall’approvazione dei fabbisogni standard nel novembre del 2021.

Nella sezione “Opencivitas enti di area vasta” sono presenti fondamentalmente le risultanze relative ai fabbisogni standard stimati per tale comparto, oltre ad un insieme di ulteriori indicatori e ovviamente le schede relative al Riparto dei fondi.

L’annualità di riferimento è l’esercizio 2018.

La prima novità riguarda proprio l’etichetta della sezione, rinominata appunto in “Enti di area vasta”. Per Enti di Area Vasta si intende il livello amministrativo delle province e delle Città metropolitane. Il concetto di area vasta è stato introdotto con la Legge 7 aprile 2014 n. 56.

Ai fini della determinazione dei Fabbisogni standard sono stati utilizzati i dati raccolti per mezzo del questionario FP20U. La raccolta dei dati con il questionario FP20U è iniziata in data 04 marzo 2020, data in cui il questionario unico FP20U è stato pubblicato online secondo quanto disposto da apposito Decreto della Ragioneria Generale dello Stato n. 28694 del 19/02/2020.

Il Questionario Unico FP20U per le province e le Città metropolitane delle Regioni a Statuto Ordinario, raccoglie informazioni relative alle annualità 2010 e 2018 per la spesa corrente (e alle annualità dal 2010 al 2018 per la spesa in conto capitale), ed è finalizzato all’acquisizione dei dati rilevanti ai fini del monitoraggio della spesa e dei servizi erogati dagli enti relativamente alle funzioni così come definite dalla legge n. 56 del 2014.

Il questionario ha l’obiettivo di cogliere la reale spesa sostenuta dall’ente per lo svolgimento delle funzioni ed è stato progettato al fine di valutare in modo omogeneo le singole funzioni svolte dai differenti enti. Tale obiettivo è raggiungibile attraverso un’accurata riclassificazione delle spese e una riallocazione delle risorse, in modo che gli enti vengano confrontati rispettando il principio di omogeneità.

Inoltre, al fine di poter stimare i fabbisogni standard delle funzioni di esclusiva pertinenza delle città metropolitane e province montane, funzioni ancora in fase di attivazione per tali enti, si è reso necessario raccogliere ulteriori informazioni attraverso la richiesta di compilazione di una scheda aggiuntiva con la finalità di indagare il potenziale fabbisogno di figure professionali per lo svolgimento delle nuove funzioni fondamentali, coerentemente con le previsioni della normativa.

Gli aspetti innovativi implementati nell’impegnativo percorso svolto durante il 2021 sono molteplici. Innanzi tutto, i fabbisogni standard per gli enti di Area Vasta sono stati stimati in valore monetario (euro), condizione che ha permesso di definire il macro-budget del sistema di finanziamento per le province e Città metropolitane.

Altro elemento chiave riguarda il ventaglio di funzioni oggetto di analisi. Complessivamente i fabbisogni standard sono stati stimati per dieci funzioni fondamentali, alcune delle quali caratterizzate da una spesa storica non consolidata nel tempo in quanto trattasi di funzioni che sono ancora in fase di attivazione per diversi enti. Questo aspetto in particolare, oltre che le diverse regole di applicazione/normalizzazione adottate per il calcolo finale dei fabbisogni standard, ha portato alla determinazione di un livello di fabbisogno stimato superiore alla spesa storica di riferimento.

La stima dei fabbisogni standard è stata applicata a tutte le funzioni fondamentali delle province e delle città metropolitane, come individuate dalla Legge Delrio.

I fabbisogni standard sono stati stimati utilizzando fondamentalmente tecniche econometriche di regressione lineare multipla mediante la specificazione di funzioni di spesa, che danno la possibilità di ottenere stime sempre consistenti indipendentemente dalla misurabilità e/o endogeneità degli output.

In definitiva, le funzioni rappresentate in “Opencivitas Enti di area vasta” sono:

  1. Quadro A      Funzioni Generali
  2. Quadro B       Territorio
  3. Quadro C       Ambiente
  4. Quadro D      Istruzione
  5. Quadro E       Trasporti
  6. Quadro F       Polizia provinciale
  7. Quadro G      Stazione unica appaltante
  8. Quadro H      Pari opportunità
  9. Quadro X       Funzioni esclusive per le sole Città metropolitane
  10. Quadro W     Funzioni esclusive per le sole Province montane

Oltre le singole funzioni, viene rappresentato anche il Totale delle funzioni utile ad indagare informazioni a livello globale per il comparto o per determinate aggregazioni.

In base all’assetto normativo è stato deciso di presentare in “Opencivitas enti di area vasta” i dati/risultati distintamente per il comparto PROVINCE e per il comparto CITTÀ METROPOLITANE.

Tuttavia, considerato che la fase di stima dei fabbisogni standard ha tenuto conto di tutti gli enti di area vasta congiuntamente, è disponibile anche una sezione relativa a TUTTI GLI ENTI.

 

Altra novità riguarda la sezione denominata “Analisi della qualità della spesa” che nella versione precedente della dashboard non era prevista. Ecco capiamo come funziona questa sezione e che tipo di analisi è possibile fare.

Innanzi tutto, le varie sotto-sezioni sono state allineate, in termini di funzionalità, alle corrispondenti schede presenti nel comparto dei Comuni.

Ci riferiamo alla sotto-sezione del Cerca, Naviga, Confronta tenendo conto ovviamente degli aggiornamenti concernenti il comparto degli Enti di area vasta.

In riferimento invece alla sotto-sezione Analisi della qualità della spesa, bisogna sottolineare che per gli Enti di area vasta molte delle funzioni assegnate sono afferenti ad attività di programmazione/pianificazione, coordinamento e gestione.

Non essendo, quindi, sempre possibile far riferimento ad un insieme di servizi forniti dall’ente è stato deciso di analizzare la qualità della spesa in riferimento ai maggiori o minori fattori di carico cui gli enti stessi sono esposti.

I fattori di carico fanno riferimento a componenti esogene non direttamente riconducibili alle scelte discrezionali dei governi locali, ma direttamente collegate alla domanda espressa da altri soggetti esterni all’Ente stesso.

Per le funzioni Istruzione, Ambiente, Trasporti, Pari opportunità viene rappresentato il fattore di carico.

Per altre funzioni, in particolare Territorio, Polizia e Stazione unica appaltante viene invece rappresentato il livello dei servizi offerti attraverso un insieme indicatori (semplici o compositi a seconda della funzione) dei servizi rilevanti per la singola funzione.

Gli enti sono visualizzati nell’analisi dei quadranti solo se valutabili in termini di spesa e di servizi/fattori di carico.

Gli enti si distribuiscono in quattro quadranti in base al livello della spesa sostenuta e al livello dei servizi offerti/fattori di carico. Aggregando le due dimensioni:

  • enti che si posizionano in basso a destra sostengono una spesa storica superiore al fabbisogno standard ed hanno servizi/fattori di carico minori rispetto alla media degli enti. All’opposto, gli enti che si posizionano in alto a sinistra registrano una spesa storica inferiore al fabbisogno standard e un livello dei servizi/fattori di carico superiore rispetto alla media degli enti;
  • enti che si posizionano in basso a sinistra sostengono una spesa storica inferiore al fabbisogno standard ed hanno servizi/fattori di carico minori rispetto alla media degli enti. All’opposto, gli enti che si posizionano in alto a destra registrano una spesa storica superiore al fabbisogno standard e un livello dei servizi/fattori di carico superiore rispetto alla media degli enti.

 

Infine, parliamo di risorse. Oggi è possibile consultare anche la pagina denominata “Riparto fondi”. Ecco in questa sezione cosa possiamo trovare?

Nel corso del 2021 oltre al lavoro svolto per la definizione dei fabbisogni standard, la Commissione tecnica per i fabbisogni standard ha svolto un altrettanto importante lavoro per definire le capacità fiscali delle province e città metropolitane, nonché per effettuare la ricognizione del concorso netto alla finanza pubblica, con l’obiettivo di rivedere il sistema di finanziamento di parte corrente per tale livello di governo.

Ad inizio 2022 la CTFS ha infatti approvato le modalità operative dei due fondi perequativi e il riparto degli stessi per il 2022-2024.

Di conseguenza, il comparto delle province e delle città metropolitane, a partire dal 2022, compie dunque un importante passo in avanti nel processo di attuazione del «federalismo fiscale» previsto dalla Costituzione e dalla legge delega n. 42/2009.

Il comma 783 dell’articolo 1 della legge n. 178/2020 prevede infatti che “a decorrere dall'anno 2022, i contributi e i fondi di parte corrente attribuiti alle province e alle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario confluiscano in due specifici fondi da ripartire tenendo progressivamente conto della differenza tra i fabbisogni standard e le capacità fiscali”.

In riferimento alla scheda Riparto Fondi, in base all’assetto normativo è stato dunque opportuno presentare i risultati in “Opencivitas enti di area vasta” distintamente per il comparto PROVINCE e per il comparto CITTA’ METROPOLITANE.

Una volta selezionato l’ente (ovvero l’aggregazione degli enti), in via prioritaria, è mostrata una ricognizione di tutti i contributi e fondi di parte corrente interessati dalla predetta norma da far confluire negli istituendi fondi.

La ricostruzione del quadro finanziario prosegue poi attraverso la visualizzazione del concorso alla finanza pubblica.

Nella sezione finale della scheda vengono visualizzate le informazioni relative alle risorse aggiuntive.

I due fondi di parte corrente sono incrementati complessivamente di 80 milioni di euro nel 2022.

RICORDIAMO CHE LE RISORSE CRESCERANNO IN MODO PROGRESSIVO FINO AL VALORE DI 600 MILIONI A PARTIRE DAL 2031,

Le risorse statali aggiuntive sono suddivise tra i due fondi in base al peso di ciascun comparto, peso ottenuto confrontando i fabbisogni standard complessivi (pari a 2.771.316.666,62 euro) e le capacità fiscali totali (pari a 3.060.782.049,09 euro), al netto del differenziale tra i fondi e contributi di parte corrente e il concorso alla finanza pubblica (pari a -1.435.178.413,98 euro): tale peso è pari, rispettivamente, al 73,49% per le province e al 26,51% per le città metropolitane.

Di conseguenza, e qui concludo, nel 2022 la quota degli 80 milioni di euro spettante ammonta a circa 58,8 milioni di euro (58.789.357,41) per le province e a circa 21,2 milioni di euro (21.210.642,59) per le città metropolitane.

 

Bene a questo punto ringraziamo Marco Mastracci che è il Responsabile Prodotti per la Finanza Pubblica in SOSE e ci diamo appuntamento alla prossima intervista. A presto,