“Abbiamo attraversato la recessione più profonda dalla seconda guerra mondiale. E abbiamo registrato la ripresa più rapida dal boom del dopoguerra. È stato possibile perché tutti ci siamo mobilitati per un piano comune per la ripresa. NextGenerationEU ha costituito un’iniezione di fiducia per la nostra economia.E il suo cammino è appena iniziato."

La presidente Ursula von Der Layen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione Europea 2022.

Il Dibattito delle Idee


Come può l’economia italiana uscire da una stagnazione ultra decennale?

Secondo uno studio condotto dall’Istituto Bruno Leoni il ritorno alle riforme è l’unica strategia che bisognerebbe mettere in atto per “liberare l’economia italiana”. L’attenzione massima, in questo momento, è puntata sull’andamento dell’inflazione e sulla crisi energetica ma i tecnici dell’Istituto Bruno Leoni hanno dato il loro contributo al dibattito chiedendosi se davvero, nell’ordinamento italiano non ci siano margini di cambiamento o innovazioni giuridiche e istituzionali che potrebbero avere risvolti positivi anche sull’inflazione. In questo particolare contesto storico l’Italia vive particolari difficoltà le cui ragioni vanno ricercate indietro nel tempo, oltre quello che ha causato la crisi pandemica. Qui per approfondire.
 

Studi, ricerche e numeri


Valore aggiunto provinciale: Campania e Sicilia recuperano oltre i livelli pre-covid

L’Istituto Tagliacarne e Unioncamere hanno realizzato un’analisi sul valore aggiunto provinciale: solo 22 province su 107 hanno superato i livelli pre-covid e più della metà si trova in Campania e in Sicilia.  Ma è Milano a ricoprire il primo posto per reddito prodotto pro-capite. Le province che hanno riscontrato maggiori difficoltà nel recupero sono quelle in prossimità del Mare Adriatico, Toscana, Triveneto. Il comparto dei servizi ha riscontrato maggiori difficoltà a causa della complessa situazione legata al settore turistico, mentre l’edilizia, grazie alle misure di sostegno varate dal Governo ha segnato gli aumenti più significativi, soprattutto in Umbria e Sicilia. L’industria manifatturiera è cresciuta dell’1,9% tra il 2021 e il 2019, grazie alle buone performance dello scorso anno che si è chiuso con un incremento del 10,2% rispetto al 2020. La ripartenza è sostenuta soprattutto dal Nord Ovest (+ 2,7%) e dalle Isole (+2,3%) e in misura minore dal Centro (+1,8%) e dal Nord-Est (1,5%). Qui per approfondire.

La produzione industriale dell’Istat: è il settore metallurgico a pagare il prezzo più alto

La produzione industriale cresce lievemente a luglio in termini congiunturali dopo la flessione osservata nei due mesi precedenti. È, tuttavia, negativa la dinamica congiunturale nella media degli ultimi tre mesi. Un crollo di 19 punti per le fonderie. Di 24 per la siderurgia. Per il settore metallurgico il mese di luglio si presenta complesso e in termini di produzione industriale paga il prezzo più alto degli aumenti dell'energia, fenomeno che sta interessando il nostro paese e l'intera Europa. Il dato medio rilevato dall’Istat per l’intera manifattura è in effetti meno drammatico, presentando addirittura una crescita di quattro decimali rispetto al mese precedente e un calo tutto sommato contenuto, l’1,4% nel confronto con luglio 2021. Qui la Nota dell’Istat.

Bollettino excelsior: a settembre le aziende ricercano 524mila lavoratori

Le aziende sono alla ricerca di 524mila lavoratori in questo mese di settembre. A confermarlo è il bollettino Excelsior realizzato da Anpal e Unioncamere.  I lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di settembre sono circa 2mila in meno (-0,4%) rispetto a quanto programmato un anno fa. I comparti maggiormente in frenata sono il manifatturiero, con 15mila posti in meno rispetto a settembre 2021 e il commercio con oltre 25mila contratti in meno rispetto a 1 anno fa.  Questo andamento è imputabile soprattutto al continuo rialzo dei costi dell’energia e delle materie prime, con i relativi effetti sull’inflazione e sui consumi. In risalita invece i dati registrati nelle costruzioni: nel mese di settembre le assunzioni programmate sono 57mila con un aumento del 37,3% rispetto allo scorso anno, numeri in crescita che le previsioni confermano anche per il trimestre successivo. Qui per approfondire.
 

La Voce degli Stakeholder


Misery Index di Confcommercio: l’aumento registrato a luglio potrebbe ampliarsi ancora

A luglio l’indice di disagio sociale rilevato da Confcommercio sale a 17,5, in leggero aumento rispetto al mese precedente. L’accelerazione dell’inflazione continua a essere determinante per l’andamento del disagio sociale e si prevede che tale evoluzione potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi, rafforzata anche dai numeri poco incoraggianti che arrivano dal mercato del lavoro. Nonostante il ridimensionamento del tasso di disoccupazione (a luglio si è attestato al 7,9%) il numero degli occupati, rispetto a giugno, è diminuito ancora così come il numero delle persone in cerca di lavoro. Qui per approfondire.

Congiuntura Confcommercio: situazione economica caratterizzata da una forte incertezza

L’economia italiana, dopo un primo semestre positivo, mostra segnali di un possibile rallentamento nell’ultima parte del 2022. A luglio la produzione industriale, dopo i bruschi ridimensionamenti di maggio e giugno, ha mostrato un debole recupero (+0,4%), registrando una flessione rispetto allo scorso anno. Nello stesso mese l’occupazione ha mostrato un ridimensionamento in termini congiunturali. La congiuntura di Confcommercio fornisce un’analisi sull’andamento complessivo dell’economia italiana e nel mese di settembre ha stimato un calo del PIL dell’1,4% rispetto ad agosto. Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio si nota un atteggiamento più prudente da parte dei contribuenti rispetto ai consumi, così anche per i servizi. L’indicatore dei consumi di Confcommercio (ICC) infatti registra una riduzione su base annua dell’1,2%, il primo dato negativo da febbraio 2021. Qui per approfondire.
 

Innovazione


Dark web: in sei mesi boom di dati personali rubati

in Italia il numero di alert relativi a dati rilevati sul dark web è stato di oltre 780.000 nella prima metà del 2022, con un aumento del 44,1% rispetto al semestre precedente. Secondo l’Osservatorio CRIF, l'Italia è in 14esima posizione nella classifica globale dei paesi maggiormente soggetti a scambio di dati di carte di credito, dove compaiono in testa Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Brasile e Canada. La maggior parte dei profili violati riguardano account di posta elettronica (27,0%) e siti di intrattenimento (21,0%). Qui per approfondire.
 

Gender equity


Disuguaglianza salariale: che ruolo hanno imprese e lavoratori

Le cause delle disuguaglianze di salario possono essere imputabili alle qualità del lavoratore e dell’imprese, fattori determinanti per l’ammontare delle retribuzioni. Perché se abilità innate, capitale umano e motivazione contribuiscono a determinare la produttività dei lavoratori, anche tecnologie, strategie gestionali e potere di mercato hanno effetti sulla redditività delle imprese e quindi con potenziali ricadute sul salario. Capire le cause della disuguaglianza salariale è rilevante per l’analisi del mercato del lavoro e per il disegno di politiche del lavoro. Qui per approfondire.
 

Enti Locali


Il Ministero dell’interno stanzia dei fondi per rafforzare i benefici del PNRR per i Comuni

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato un decreto rendendo pubblico l’elenco delle 47 opere pubbliche sulle quali saranno convogliate le risorse del fondo finalizzato a rafforzare gli interventi del PNRR da parte dei comuni con popolazione superiore a 500mila abitanti. Questo fondo, con dotazione 665 milioni, è stato istituito in applicazione di una norma prevista dal Decreto aiuti. Torino, Milano, Genova, Roma, Napoli e Palermo saranno coinvolte nello stanziamento di risorse aggiuntive per rafforzare gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per i Comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti. Qui per approfondire.
 

Mondo MEF


Partite IVA:  dall’Osservatorio i dati del secondo trimestre 2022

Le aperture delle partite Iva crollano a 125mila. Un calo registrato del 15% rispetto al secondo trimestre del 2021. Il dato emerge dall'Osservatorio sulle Partite Iva pubblicato ieri dal Dipartimento delle Finanze. Nei mesi di aprile, maggio e giugno sono state aperte 125.392 posizioni ma questo calo, sottolineano dal Mef, non deve preoccupare. Si tratta di un calo fisiologico dopo un aumento straordinario registrato nel 2021 grazie all'allentamento delle restrizioni legate al Covid. Lo stesso trend si è notato anche per i soggetti forfettari che hanno subito una riduzione del 5,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Qui il comunicato stampa del Mef.

MEF: le entrate tributarie e contributive del primo semestre 2022

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-luglio 2022 evidenziano nel complesso una crescita di 43.866 milioni di euro (+10,9%) rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato tiene conto della variazione positiva delle entrate tributarie del 13,2% (+35.159 milioni di euro) e della crescita delle entrate contributive del 6,4% (+8.707 milioni di euro).
L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali, quindi, integra il dato già diffuso con la nota del 5 settembre scorso. Anche le entrate contributive evidenziano un aumento da ricondursi principalmente alla crescita delle entrate contributive del settore privato per effetto dell’andamento positivo del quadro congiunturale e del mercato del lavoro. Qui il comunicato stampa del Mef.