Le economie e i modelli di sviluppo continuano ad essere considerati da ricostruire, mentre il progresso tecnologico ha continuato ad avanzare fungendo da acceleratore di cambiamento. 

L’economista e Premio Nobel per l’economia, Michael Spence, durante il suo keynote speech al Forum Pa 2022. 

 

Il Dibattito delle Idee 

 

Un’Agenzia del debito può essere la soluzione per una politica monetaria sostenibile? 

Creare degli asset di salvataggio nel caso di necessità per assorbire il debito europeo riducendone le dimensioni: questo sarebbe il compito di un’Agenzia europea del debito che libererebbe la Bce dal compito di ridurre gli spread, per concentrarsi sul suo mandato principale. L’istituzione di una Agenzia europea del debito, insieme a regole fiscali equilibrate, sarebbe una soluzione strutturale a lungo termine, potrebbe garantire stabilità senza causare recessione, assicurando lo spazio fiscale ai paesi dell’unione monetaria europea e garantendo una politica fiscale proattiva e sostenibile. Qui per approfondire. 

Al sud calo demografico e minore capacità di spesa degli studenti mettono a rischio la tenuta degli atenei. Come intervenire?

Ci sarebbero due motivazioni importanti alla base del calo di iscrizioni negli atenei del Sud: ragioni demografiche e insufficienza di risorse economiche. Nel Mezzogiorno i giovani nell’età tipica per l’immatricolazione sono diminuiti, mentre nel Centro-Nord hanno continuato a crescere. Nei prossimi 15 anni però, secondo le proiezioni dell’Istat, il divario nei trend demografici si amplierà ulteriormente, ma il numero di giovani in età “di immatricolazione” scenderà anche al Centro-Nord. A parità di propensione a continuare gli studi, quindi, gli scenari saranno sfavorevoli per tutti gli atenei, decisamente peggiori per quelli del Sud. Come intervenire? Siuramente lun aumento delle risorse dedicate potrebbe essere una soluzione. L’Italia infatti, secondo lo studio Educational at glance, rispetto agli altri paesi europei è indietro in tema di finanziamenti pro-capite, circa il 30% in meno per ogni studente. Qui per un approfondimento.  

 

Studi, ricerche e numeri 

 

Confindustria Emilia Romagna: segnali positivi per l’attività produttiva 

Dall’indagine congiunturale sul primo trimestre 2022 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo emerge che la difficile congiuntura a livello internazionale, l’inflazione – con l’aumento dei prezzi di materie prime ed energia – e la crisi geopolitica rappresentano dei fattori di freno alla produzione. Il contesto di crescente criticità esterne ha sicuramente complicato una situazione già complessa ma il 2022, nonostante tutto è caratterizzato da una ripresa proseguita a ritmo sostenuto. Il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria dell’Emilia-Romagna ha ottenuto un buon recupero (+8,0%) rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. La produzione ha sostanzialmente raggiunto il livello dello stesso trimestre del 2018 (-0,3%), l’ultimo anno di crescita dell’attività prima della recessione nel 2019 e dell’inizio della pandemia nel 2020. Qui per approfondire.  
 

Istat: stabile la povertà assoluta 

Le statistiche dell’Istat sulla povertà assoluta rilevano che i maggiori consumi non compensano l’inflazione, lasciando stabili i dati sulla povertà assoluta. Nel 2021, risultano in condizione di povertà assoluta poco più di 1,9 milioni di famiglie (7,5% del totale da 7,7% nel 2020) e circa 5,6 milioni di individui (9,4% come l’anno precedente). Pertanto, la povertà assoluta conferma sostanzialmente i massimi storici toccati nel 2020, anno d’inizio della pandemia dovuta al Covid-19. Per la povertà relativa l’incidenza sale all’11,1% (da 10,1% del 2020) e le famiglie sotto la soglia sono circa 2,9 milioni (2,6 milioni nel 2020). Qui la Nota dell’Istat. 

Internazionalizzazione e pagamenti: il focus di Cribis  

Internazionalizzare per le aziende significa diminuire o aumentare i rischi? In momenti storici delicati come questo, con la guerra russo-ucraina in corso, verrebbe da dire che il rischio aumenterebbe. In realtà, espandere il proprio business all’estero attraverso strategie di internazionalizzazione è un’importante leva di sviluppo e permette di diversificare il rischio aziendale a tutto vantaggio della crescita e della possibilità di essere puntuali nei pagamenti. Parola di Cribis, che nel proporre un focus sulle aziende italiane, afferma comunque che la via dell’internazionalizzazione va intrapresa dopo un’attenta analisi del mercato estero e attuando una strategia mirata. Il 21,4% delle aziende con alta propensione all’internazionalizzazione presenta ricavi in crescita negli ultimi tre anni e più di un’azienda su cinque è cresciuta per tre anni di seguito. L’82,8% di queste imprese era infatti in utile nel 2018, 81,8% in utile nel 2019 e 72,8% in utile nel 2020. A prova che anche in un anno difficile le aziende internazionalizzate sono cresciute. Qui un approfondimento. 

Forum Pa: i risultati della ricerca sul lavoro pubblico 

La domanda di lavoro sta rapidamente cambiando, facendo diminuire la propensione al posto fisso e facendo crescere invece quella verso un lavoro motivante, sfidante e che permette una crescita professionale costante. Emerge anche questo dato dall’annuale ricerca di Forum Pa sul lavoro pubblico, presentata in apertura del Forum PA 2022. In Italia ci sono 3,2 milioni di dipendenti pubblici, età media 50 anni, con competenze spesso disallineate rispetto alle esigenze. Per questo è necessario costruire una PA che sappia lavorare per progetti per gestire le risorse senza precedenti in arrivo tra PNRR e politica di coesione, circa 484 miliardi di euro. Un focus della ricerca quest’anno è dedicato proprio alle assunzioni per il PNRR, finora più di 15mila. Per una PA efficiente si punta ad arrivare al 2028 con 4 milioni di dipendenti pubblici con età media di 44 anni. Qui per approfondire.  

Istat: i dati della produzione nelle costruzioni  

L’Istat certifica che ad aprile 2022 l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuita dell’1,3% rispetto a marzo 2022. Nella media del trimestre febbraio – aprile 2022 la produzione nelle costruzioni aumenta del 7,0% nel confronto con il trimestre precedente. Qui la Nota dell’Istat.  

L’economia del Lazio: i dati di Banca d’Italia 

Gli elementi che compongono il quadro macroeconomico del Lazio sono diversi e tutti, secondo l’analisi di Banca d’Italia, convergono su un’attività economica in crescita nel 2021 del 6,3% nel Lazio, poco meno del dato nazionale che si attesta al 6,6%. In base all'indagine della Banca d'Italia sulle imprese della Regione Lazio, sia il fatturato sia gli investimenti delle aziende sono aumentati. Tuttavia, a causa delle tensioni dal lato dell'offerta, aggravate dalla guerra in Ucraina, per l'anno in corso le imprese prefigurano un peggioramento del quadro congiunturale. Quanto al mercato del lavoro rileva un’occupazione lievemente in crescita, in particolare quella dipendente e quella femminile, portando un riflesso positivo anche sul reddito delle famiglie. Qui la Nota di Banca d’Italia. 

 

La Voce degli Stakeholder 

 

I prezzi dell’energia sui costi di produzione: Confindustria propone il confronto tra Italia, Francia e Germania  

Quanto stanno impattando le dinamiche dei prezzi dell’energia sui costi di produzione? Il cento studi di Confindustria ha analizzato la situazione nei paesi europei più vicini e dalle sue stime si rileva che, in confronto a Francia e Germania, l’Italia è il paese dove la crisi energetica rischia di produrre i maggiori danni. In particolare l’incidenza dei costi energetici sul totale dei costi di produzione per l’economia italiana si stima possa raggiungere l’8,8% nel 2022, più del doppio del corrispondente dato francese (3,9%) e quasi un terzo in più di quello tedesco (6,8%). Questo si tradurrebbe in un ampliamento del divario di competitività di costo dell’Italia dai principali partner europei. E ciò avverrebbe per tutti i principali comparti dell’economia: dal settore primario, all’industria fino ai servizi. Per la manifattura, la distanza aumenterebbe soprattutto con la Francia, ma la perdita di competitività sarebbe importante anche rispetto alla Germania. Qui per approfondire.  

L’impatto della guerra sulle commodities agricole: i dati di Confartigianato 

Produzione e commercializzazione di oli, cereali e concimi sono messe a dura prova dal conflitto russo-ucraino, con ricadute economiche e sociali di dimensioni globali, in particolare per le economie emergenti a basso reddito, come Africa, Medio Oriente e Asia centrale. La Russia e l’Ucraina infatti sono i maggiori produttori di materie prime alimentari le cui quotazioni a maggio sono aumentate del 43,1%. In Italia le ripercussioni sui prezzi nella filiera non si faranno attendere e queste tensioni avranno conseguenze in un settore caratterizzato da una diffusa presenza di micro e piccole imprese, da cui dipende il 77,4% dell’occupazione, e da una elevata vocazione artigiana, con 70 mila imprese artigiane dell’alimentare, bevande e ristorazione, che danno lavoro a oltre 271 mila addetti. Qui per approfondire. 

RGS e Unioncamere: siglata l’intesa per fornire supporto alle PMI in ambito PNRR 

Accompagnare le imprese alla partecipazione ai bandi e alle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza, attraverso attività di informazione, comunicazione, promozione ed orientamento. Questo l’obiettivo del Protocollo d’Intesa sottoscritto tra la Ragioneria generale dello Stato e Unioncamere che promuove la diffusione dei contenuti del PNRR e delle procedure di attuazione, monitoraggio e controllo. La collaborazione per l’attuazione del PNRR avrà particolare riguardo per le misure che coinvolgono il mondo imprenditoriale che sarà coadiuvato nella realizzazione di iniziative di presentazione dei contenuti e delle opportunità del PNRR, delle sue modalità di attuazione, monitoraggio, rendicontazione e controllo. Favorirà inoltre l’orientamento e il supporto alle imprese nelle fasi propedeutiche alla predisposizione delle domande. Qui per approfondire.  

 

Innovazione  

 

Maturità digitale dei comuni capoluogo: l’indagine di Forum PA 

Il livello di digitalizzazione dei comuni italiani cresce facendo diminuire le differenze legate ad appartenenza geografica e dimensioni. Lo rivela l’“Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo” realizzata da FPA e presentata in occasione del FORUM PA 2022. L’indagine analizza il grado di maturità digitale dei 110 comuni italiani capoluogo, aumentato con la pandemia e spinto dalle risorse del PNRR. Sono 41 le città che nel 2022 hanno raggiunto un livello “buono” di maturità digitale, ben 25 in più rispetto alle 16 dello scorso anno. Di queste, 10 ottengono il punteggio più elevato in tutti e tre gli ambiti analizzati (Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Lodi, Milano, Modena, Padova, Pisa e Roma Capitale), evidenziando un interessante mix dimensionale e geografico.  Qui un approfondimento.  

 

Gender equity 

 

Women Value Company: il 13 giugno si è chiusa la VI edizione 

Quest’anno le aziende concorrenti si sono “sfidate” sul tema “La valorizzazione del talento femminile e la parità di genere nelle strategie aziendali di successo”. Il premio, ideato dal connubio fra Fondazione Marisa Bellisario e Intesa Sanpaolo, costituisce un ambito riconoscimento, molto importante anche da un punto di vista identificativo di un modo lodevole e moderno di fare impresa. Alla presenza della Ministra Elena Bonetti, sono stati assegnati i premi a quelle aziende che hanno fatto della sostenibilità, della diversity, dell’innovazione tecnologica e del capitale intellettuale, le loro tematiche guida. Qui e qui per approfondire.  

 

Enti locali 

 

Fondo di solidarietà comunale: in GU il decreto che stabilisce i criteri di formazione e riparto per l’anno 2022 

È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 6 giugno 2022, il Dpcm. 3 maggio 2022 “Criteri di formazione e di riparto del ‘Fondo di solidarietà comunale 2022’”, che riporta le misure di modifica dei criteri di ripartizione del “Fondo di solidarietà comunale” per l’assegnazione di risorse aggiuntive, e delle tempistiche di assegnazione delle quote del Fondo stesso. Qui e qui per un approfondimento. 

 

Mondo MEF 

 

MEF: nel 2021 diminuiscono le liti tributarie pendenti e le controversie presentate 

Nel 2021 le liti tributarie pendenti sono diminuite del 21,1% rispetto all’anno precedente. Oltre la metà del contenzioso pendente in primo grado (52,3%) si concentra in 7 Commissioni tributarie provinciali: Catania, Roma, Cosenza, Reggio Calabria, Napoli, Siracusa e Foggia. In secondo grado, oltre la metà del contenzioso pendente (62,9%) si concentra nelle regioni Sicilia, Puglia, Lazio e Campania. Il valore complessivo delle controversie pendenti ammonta a circa 37,5 miliardi di euro, mentre quello delle controversie presentate nel 2021 è pari a 16,7 miliardi di euro. Qui il Comunicato stampa del Mef. 

MEF: i dati su credito e liquidità per famiglie e imprese 

Salgono ad oltre 251,6 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso ‘Garanzia Italia’ di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 36,4 miliardi di euro, su 5.659 richieste ricevute. Sono questi i principali risultati della rilevazione effettuata dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19, di cui fanno parte Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Mediocredito Centrale e Sace. Il Ministero dello Sviluppo Economico e Mediocredito Centrale (MCC) segnalano che sono 2.738.205 le richieste di garanzie pervenute al Fondo di Garanzia nel periodo dal 17 marzo 2020 al 14 giugno 2022 per richiedere le garanzie ai finanziamenti in favore di imprese, artigiani, autonomi e professionisti, per un importo complessivo di oltre 251,6 miliardi di euro.  Qui il Comunicato stampa del Mef. 

 

Rapporto mensile sull’andamento delle entrate tributarie e contributive  

Il Dipartimento delle finanze e il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato hanno diffuso i dati del monitoraggio mensile dell'andamento delle entrate tributarie e contributive. Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-aprile 2022 evidenziano nel complesso una crescita di 21.073 milioni di euro (+9,9%) rispetto all’analogo periodo del 2021. Il dato tiene conto della variazione positiva delle entrate tributarie dell’11,6% (+15.707 milioni di euro) e della crescita, in termini di cassa, delle entrate contributive del 6,9% (+5.366 milioni di euro). Qui la Nota stampa della Ragioneria Generale dello Stato.