Avviso

Dal 1° gennaio 2024 diventa operativa l'incorporazione di SOSE in Sogei, come previsto dalla legge n.112 del 2023 che ha disposto la fusione della società.

A tal fine tutte le comunicazioni Sose si trovano sul sito Sogei www.sogei.it

 

L’artigianato e la piccola e media impresa costituiscono comparti essenziali del tessuto produttivo nazionale. Potenziarne la competitività e la resilienza è un obiettivo strategico per supportare una crescita sostenibile, equilibrata ed inclusiva. 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'Assemblea Nazionale di CNA. 

Il Dibattito delle Idee 

Il rating di legalità rende le imprese più produttive  

Conformità legale e fiscale, trasparenza finanziaria, etica, rispetto dei contratti e assenza di attività illecite: sono questi i criteri utilizzati per certificare imprese trasparenti ed etiche. Grazie al rating della legalità, introdotto in Italia nel 2012, vengono premiate le imprese che adottano politiche incentrate sulla legalità, principio strettamente connesso all’efficienza e alla produttività delle realtà imprenditoriali. Lo studio “Legality rating and corporate efficiency: evidence from a conditional nonparametric frontier analysis”, condotto da economisti provenienti da vari atenei, evidenzia che le aziende premiate con il rating di legalità mostrano una maggiore efficienza, soprattutto nei settori manifatturiero, delle costruzioni e del commercio al dettaglio. Questo contraddice l’opinione comune secondo cui le aziende non rispondenti a determinati criteri di legalità ottengono maggiori guadagni perché riducono i costi di conformità alle norme. Al contrario, i risultati ottenuti dallo studio supportano l’idea che esista una relazione positiva tra legalità ed efficienza per motivi legati a una riduzione dei rischi finanziari, legali e fiscali che portano, a loro volta, a minori shock negativi per le aziende solide. Inoltre, le aziende con il rating di legalità guadagnano una migliore reputazione nell’ambiente economico, che aiuta a stabilire relazioni più affidabili con investitori e clienti. Leggi su LaVoce.info l’articolo integrale. 

 

Studi, ricerche e numeri 

Lavoro: il bollettino Excelsior-Unioncamere 

A novembre previste 430mila assunzioni dalle imprese, +48mila rispetto un anno fa. Il dato più incoraggiante riguarda i comparti del commercio e del turismo. Il trend positivo continua anche nel trimestre novembre-gennaio con un incremento rispetto allo scorso anno del 12,6%. Questi alcuni dei dati emersi dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. A novembre, i servizi segnalano 299mila assunzioni nel mese (+14,3% rispetto 12 mesi fa) e 900mila nel trimestre novembre-gennaio (+9,3% rispetto all’analogo trimestre 2022). Ma una segnalazone va fatta anche per i servizi alle persone con 50mila assunzioni nel mese (+5mila; +10,4% in confronto a un anno fa). Più contenuta la dinamica dell’industria che programma nel suo complesso 131mila assunzioni nel mese e 400mila per il trimestre novembre-gennaio. Qui per un approfondimento.  

La Commissione europea diffonde le previsioni economiche d'autunno 2023 

Una modesta ripresa dopo un anno difficile: durante l'anno in corso l'economia europea ha perso slancio in un contesto caratterizzato da un elevato costo della vita, una debole domanda esterna e un inasprimento della politica monetaria. Nonostante le aspettative di una graduale ripresa dell'attività economica, le previsioni di autunno della Commissione rivedono al ribasso la crescita del PIL dell'UE rispetto alle previsioni formulate in estate. Ma nonostante tutto questo, le previsioni indicano una timida ripresa, grazie all’aumento graduale previsto per l’attività economica in un contesto di grande solidità del mercato del lavoro. Per il 2024 le previsioni indicano un aumento dell'1,3% del PIL dell'UE. Per la zona euro le previsioni indicano un aumento leggermente inferiore (1,2%) della crescita del PIL. Nel 2025, con la diminuzione dell'inflazione e l'allentamento della stretta monetaria, si prevede un aumento della crescita dell'1,7% nell'UE e dell'1,6% nella zona euro. Qui per un approfondimento. 

Nel 2023 il mercato della Logistica segna un +5,5% 

Lo evidenziano i dati contenuti nella ricerca dell’osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, presentata al convegno “Logistica: Strategia e Attrattività fa(ra)nno la differenza” che si è svolto nei giorni scorsi a Milano. Negli ultimi l’aumento dei costi di produzione e la mancanza di manodopera, hanno messo a dura prova il settore che ha dovuto affrontare molte sfide. In questo contesto, dopo aver raggiunto circa 100 miliardi di euro nel 2021 (+16,8%) e 106 miliardi del 2022 (+6,4%), nel 2023 il fatturato della Contract Logistics in Italia continuerà la sua crescita, raggiungendo 112 miliardi di euro, ad un ritmo più moderato degli scorsi anni (+5,5%). Analizzando i dati 2021 (ultimo anno con dati disponibili a consuntivo), la terziarizzazione raggiunge il 45,3% del valore delle attività logistiche in Italia (135,4 miliardi di euro), a fronte di un valore del mercato della Logistica conto terzi (cioè il fatturato diretto ai soli clienti) pari a 61,3 miliardi di euro, +20,8%. Qui per approfondire.  

 

La Voce degli Stakeholder  

Confcommercio: i dati del Misery Index 

Il Misery Index di Confcommercio di settembre 2023 si è attestato a 15,4, invariato rispetto ad agosto. Alla stabilizzazione registrata nell’ultimo mese hanno contribuito i dati sull’occupazione e un modesto rallentamento dell’inflazione. Per l’occupazione se da un lato si segnala una partecipazione più attiva della popolazione al mercato del lavoro, dall’altro si rileva un incremento delle richieste di sostegni al reddito dei lavoratori (CIG e FIS) da parte delle imprese. Quanto al fenomeno dell’inflazione invece, a settembre 2023 i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto hanno mostrato una variazione su base annua del 6,6%, in ribasso quindi rispetto al mese precedente. Qui per un approfondimento.  

 

Innovazione 

5G: nel 2026 il mercato europeo sfiorerà i 2 mld di euro 

Il 2023 è stato un anno importante per il mercato industriale del 5G perchè sono stati definiti gli standard principali che distinguono nettamente questa tecnologia dalle precedenti generazioni di rete mobili. A livello di business, tutti i principali operatori di telecomunicazioni hanno formalizzato le prime offerte commerciali di reti private, cioè dedicate a singole aziende. Nel 2023 diverse reti 5G MPN (Mobile Private Network) sono state implementate grazie a capitali privati, e quindi non più finanziate da fondi pubblici come avvenuto fino a oggi. Complessivamente oggi in Europa si contano 117 progetti 5G industriali (incluso il Regno Unito), di cui poco più della metà ha meno di due anni, con 7 nuovi casi in Italia nel 2023, segnale che anche nel nostro Paese alcune grandi aziende hanno deciso di esplorare il potenziale di questa tecnologia. Entro il 2026 si prevede che il mercato industriale 5G in Europa raggiungerà un valore verosimile di 1,72 miliardi di euro, il 10% rappresentato dall’Italia, quarto Paese per dimensione. Qui per un approfondimento.  

 

Gender equity  

Diversità e Inclusione: Milano ha ospitato la Diversity Charters Platform della Commissione Europea 

“La diversità, l’inclusione, l’uguaglianza e la non discriminazione rimangono priorità dell’agenda politica della Commissione Europea”. Queste le dichiarazioni della Commissaria per l’Uguaglianza della Commissione Europea, Helena Dalli, in occasione della riunione a Milano dei rappresentanti delle Diversity Charters di 26 Paesi membri dell’Unione Europea per fare il punto su strategie e politiche di Diversity&Inclusion. Dall’incontro è emersa chiara la volontà di costruire società e ambienti di lavoro inclusivi e diversificati in cui ognuno può portare il proprio contributo unico. L’occasione ha rappresentato l’opportunità per l’Italian Diversity Charter di condividere il proprio impegno con l’obiettivo di favorire l’inclusione nel mondo del lavoro in Italia. Qui e qui per approfondire.  

 

Enti locali 

Fondo di solidarietà comunale: sul sito del Viminale i dati di tutti i Comuni

Sul sito del Ministero dell'Interno sono stati pubblicati i dati relativi al Fondo di Solidarietà Comunale per il 2024. Le cifre pubblicate derivano dal riparto presentato in Conferenza Stato città lo scorso 8 novembre. Il Fondo di Solidarietà Comunale tiene conto dei fabbisogni standard e della capacità fiscale, in un’ottica di progressivo abbandono del meccanismo basato sui trasferimenti storici. Il riparto del fondo 2024 evidenzia l’incremento della quota perequativa, calcolata sulla base della capacità fiscale e dei fabbisogni standard, che sale al 70 % (nel 2023 era 65%), mentre la restante parte è assegnata secondo il criterio di compensazione delle risorse storiche (nel 2023 era il 35%). Qui e qui per approfondire.

 

Mondo MEF 

Partite IVA: il report del MEF del terzo trimestre 2023 

Nel terzo trimestre 2023 sono state aperte 97.145 nuove partite IVA, con un aumento del 2,8% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Le nuove attivazioni si registrano in maniera particolare in Lombardia (+11,2%), nella provincia di Trento (+9,7%) e in Sardegna (+8,6%). In calo invece i numeri in Puglia (-7,7%), Veneto (-4,3%) e Molise (-3,1%). Questi i dati evidenziati dall’Osservatorio sulle partite Iva pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze. La classificazione per natura giuridica mostra che il 70% delle nuove partite Iva è stato avviato da persone fisiche, di cui la metà sono giovani fino a 35 anni, il 22% da società di capitali e il 2,7% da società di persone. Il commercio è il comparto dove si registrano più aperture, con il 19,2% del totale, seguito dalle attività professionali (16,4%) e dall’edilizia (10,1%). I soggetti che nel terzo trimestre 2023 hanno aderito al regime fiscale forfetario sono stati 48.192, pari al 49,6% del totale delle nuove aperture. Qui e qui per un approfondimento. 

MEF: andamento positivo per le entrate tributarie internazionali 
 
Nei primi nove mesi del 2023 il gettito tributario del Regno Unito è quello che è cresciuto di più tra i Paesi posti sotto osservazione da parte del Dipartimento delle Finanze (+9,1%). In seconda posizione troviamo il Portogallo, che registra una crescita tendenziale pari a +7,7%, in leggero rallentamento rispetto ai dati del primo semestre. Chiude l’Irlanda, dove il gettito tributario segna un +6,1%. Venendo all’Italia, nel nostro Paese il gettito tributario risulta in crescita (+5,1%) rispetto ai primi nove mesi del 2022. Nelle ultime posizioni Spagna, Germania e Francia. Questo emerge dall’ultimo bollettino del Dipartimento delle Finanze che monitora le entrate tributarie degli Stati europei. Qui per un approfondimento.