Quello che stiamo vedendo in questo momento è chiaramente un'attività in calo rispetto a un eccellente 2022, dove la crescita è stata del 3,4%, alle proiezioni di crescita che abbiamo per l'intero 2023 dello 0,5%. Quindi, non è un anno brillante, ma è molto meglio di quello che avevamo temuto. 

La Presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo al World Economic Forum di Davos. 

 

Il Dibattito delle Idee 

 

E’ possibile tenere insieme un commercio più libero in un mondo più libero? 

È quanto ci si deve chiedere, mentre si cercano soluzioni immediate necessariamente di breve periodo. Se lo dovrebbero chiedere i leader di Usa e Ue. Prima che sia troppo tardi e si torni alla frammentazione dell’economia internazionale. Il Consiglio economico e finanziario dell’Unione europea (Ecofin) nei giorni scorsi si è riunito per discutere delle relazioni inter-atlantiche e soprattutto cosa fare a fronte di norme Usa che ampliano a dismisura gli aiuti di Stato alle imprese nazionali. A Davos, questo è uno dei temi principali all’ordine del giorno. Ci sono anche riunioni tecniche tra delegazioni della Commissione europea e dell’amministrazione Usa. Qui per approfondire.  

Davos: è tempo di affrontare la più grande sfida dell'umanità accelerando la transizione verso l'energia verde 

Sulle tematiche legate al clima e alla transizione energetica al World Economic Forum sono di Davos sono state dedicate intere sessioni. La situazione è molto complessa e entro la fine del secolo ci potrebbe essere  un aumento della temperatura di 2,5° Celsius che avrà come conseguenza la moltiplicazione delle calamità ambientali. È necessaria un'azione urgente per invertire questa tendenza. È ancora possibile invertire questa tendenza, leader, tecnologi e responsabili politici hanno ciò di cui hanno bisogno per muoversi agilmente e superare qualsiasi numero di sfide climatiche. Solo un'azione urgente può aiutarci a invertire questa tendenza. La buona notizia è che, per la prima volta nella storia, l'umanità ha motivo di sentirsi ottimista sulla nostra capacità di cambiare rotta in meglio. I leader devono creare slancio facendo il primo passo nell'esplorazione e nell'implementazione di nuove tecnologie. Avranno bisogno di esplorare ai margini delle loro attività per trasformare il nucleo. Qui per un approfondimento.  

 

Studi, ricerche e numeri 

 

Banca d’Italia: indagine sulle aspettative di inflazione e crescita nel 4° trimestre 2022  

È online l'indagine sulle aspettative di inflazione e crescita condotta tra il 22 novembre e il 14 dicembre 2022 presso le imprese italiane dell'industria e dei servizi con almeno 50 addetti. Secondo l'indagine i giudizi sulla situazione economica generale e sulle proprie condizioni operative nel quarto trimestre del 2022 sono divenuti meno negativi rispetto al periodo precedente. Sono migliorate le attese sulla domanda nei prossimi mesi, sia totale sia estera, anche se le imprese continuano a segnalare difficoltà connesse con l'incertezza economica e politica e con gli elevati prezzi dell'energia. Le attese sull'inflazione al consumo sono ulteriormente aumentate, raggiungendo l'8,1 per cento sui 12 mesi e attestandosi rispettivamente al 6,7 e al 5,7 per cento sugli orizzonti a 2 anni e tra 3 e 5 anni. La dinamica dei prezzi praticati dalle imprese rimarrebbe sostenuta nei prossimi 12 mesi, pur in attenuazione nelle costruzioni e soprattutto nell'industria. Qui la Nota di Banca d’Italia.  

Mediobanca: le medie imprese italiane al top Ue per produttività  

Le Mid Cap italiane, ovvero le aziende manifatturiere di medie dimensioni, per lo più a gestione familiare, si confermano anche in questo periodo di turbolenze economiche e geopolitiche i campioni nascosti dell’economia nazionale. Così le ha definite Lorenzo Astolfi, Head of Mid Corporate di Mediobanca, durante la Mid Cap Conference 2023. Un patrimonio da preservare e valorizzare dato che nell’attuale contesto in cui molti Paesi stanno deindustrializzando, l’Italia può ancora contare su una filiera corta manifatturiera che ha pochi paragoni. Secondo gli analisti di Mediobanca Securties, “in un quadro di rallentamento economico, maggiore sarà l’attenzione su società e settori che poggiano su solidi trend secolari come la Trasformazione Digitale, la Transizione Ecologica e l’Efficienza Energetica. Questi megatrend sono destinati a confermarsi come validi motori di crescita e rappresentano anche le principali priorità del PNRR, la cui implementazione può dare un ulteriore supporto, in particolare per le società più esposte al mercato domestico.” In particolare, le aziende a proprietà familiare di media dimensione potranno avere interessanti opportunità di crescita nel 2023.  Qui per un approfondimento.  

ABI: tassi oltre il 3%, top da sei anni  

Dal bollettino dell'Abi si rileva che i tassi medi del credito alle aziende a dicembre sono arrivati al 3,44%, triplicando in un anno. Meno marcato (ma comunque elevato) il rincaro dei mutui, che salgono al 3,09%. Una forte impennata, con un trend di crescita registrato a partire dall'estate scorsa che porta l'economia nazionale a rivedere i tassi di interesse che non si raggiungevano più da almeno sei anni. Lo certifica il bollettino mensile dell'Abi dal quale emerge che a dicembre 2021 il tasso di interesse medio applicato alle imprese era pari all'1,18%, mentre nel dicembre del 2017 lo stesso valore era pari all'1,5%. Per quanto riguarda i mutui sulla prima casa l'incremento rispetto a novembre è meno marcato: a dicembre 2022 si è passati dal 3,06 al 3,09%. I numeri vengono diffusi a due settimane di distanza dal prossimo appuntamento fissato dalla Bce per ritoccare di nuovo i tassi di riferimento, il prossimo 2 febbraio, quando potrebbe decidere un altro adeguamento dello 0,5%. Qui per approfondire.  

Istat: i dati del commercio con l’export 

A novembre 2022 l’export torna a crescere su base mensile, trainato dalle vendite di beni strumentali verso i paesi extra Ue, influenzate da operazioni occasionali di elevato impatto, come quelle della cantieristica navale, al netto delle quali la crescita risulta più contenuta (+1,5%). L’import è in flessione per il terzo mese consecutivo per effetto della contrazione degli acquisti di energia. Su base annua, la crescita dell’export è in lieve accelerazione mentre quella dell’import rallenta ulteriormente. Il deficit energetico è ampio ma l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici aumenta e il saldo commerciale, negativo da dicembre 2021, torna positivo. I prezzi all’import segnano un nuovo calo congiunturale e un’ulteriore decelerazione della crescita tendenziale, cui contribuiscono i ribassi dei prezzi del gas naturale e dei beni intermedi. Qui la Nota dell’Istat.  

Unioncamere: anche per le PMI aumenta il costo dei servizi pubblici locali 

Dall’analisi realizzata da Unioncamere in collaborazione con BMTI e Ref Ricerche sull’evoluzione delle principali tariffe per i servizi pubblici locali pagate dalle piccole e medie imprese italiane, emerge un aumento medio del +76,9% tra il 2021 e il 2022. Gli aumenti di costo più marcati, pari al +124,6%, sono stati sostenuti dai ristoranti mentre più moderato l’incremento per i bar, con una variazione pari a +56,5% rispetto all’anno precedente. Nel 2022 gli aumenti sono dipesi soprattutto dall’andamento del costo della fornitura di energia elettrica e gas naturale, rispettivamente cresciuti del +132,2% e +90,5%. I rialzi dell’energia elettrica hanno interessato la componente relativa alla vendita (+172% in media) a seguito del forte aumento della materia prima. Qui per approfondire.  

Quanto vale in Italia la rete dell’e-commerce? 

L’e-commerce e la filiera ad esso associata si confermano un comparto fondamentale per la crescita del sistema-Italia. La rete del valore dell’e-commerce e del digital retail si posiziona al primo posto tra le 99 attività economiche italiane per incidenza sul fatturato complessivo del settore privato. Secondo lo studio condotto da Netcomm in collaborazione con The European House – Ambrosetti, il settore ha contribuito per il 40,6% alla crescita di fatturato totale delle attività economiche nel periodo che va dal 2016 al 2020 in Italia. Si stima che nel 2021 la crescita delle attività di questa filiera sia pari a +4,4% rispetto al 2020, attestandosi a quasi 71 miliardi di euro di fatturato complessivo a livello nazionale (era quasi 68 miliardi di euro nel 2020, con un incremento del 20% rispetto all’anno pre-pandemia). Questi dati sono stati raccolti nella seconda edizione dello studio condotto da Netcomm in collaborazione con The European House – Ambrosetti dal titolo “Il ruolo e il contributo dell’e-commerce e del digital retail alla crescita dell’Italia”. Qui e qui per approfondire.  

I prezzi al consumo di dicembre 2022 rilevati da Istat 

Nel 2022 i prezzi al consumo registrano una crescita in media d’anno dell’8,1%, segnando l’aumento più ampio dal 1985 (quando fu +9,2%), principalmente a causa dall’andamento dei prezzi degli Energetici (+50,9% in media d’anno nel 2022, a fronte del +14,1% del 2021). Al netto di questi beni, lo scorso anno, la crescita dei prezzi al consumo è pari a +4,1% (da +0,8% del 2021). L’inflazione acquisita, o trascinamento, per il 2023 (ossia la crescita media che si avrebbe nell’anno se i prezzi rimanessero stabili per tutto il 2023) è pari a +5,1%, più ampia di quella osservata per il 2022, quando fu +1,8%. Qui la Nota di Istat.  

 

La Voce degli Stakeholder 

 

Confcommercio: il Misery Index di novembre 2022 

L’indicatore nella formulazione attuale si è attestato su un valore stimato di 17,4, in diminuzione di due decimi di punto sul mese precedente. Il contenuto ridimensionamento dell’area del disagio sociale è assimilabile ad una minima riduzione dei tassi di crescita dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza di acquisto e della disoccupazione. Permangono molte incertezze sulla possibilità di un rientro significativo, nel breve periodo, delle dinamiche inflazionistiche. A questo si aggiungono i rischi degli effetti negativi sull’occupazione derivanti dal rallentamento delle dinamiche produttive. Tutti questi elementi potrebbero contribuire ad una stabilizzazione dell’area del disagio sociale su valori storicamente elevati. Va considerato anche che, rispetto al fenomeno della disoccupazione, questo indicatore non tiene conto del numero delle persone scoraggiate, ossia coloro che si dichiarano alla ricerca di un lavoro e coloro che vengono definiti sottoccupati, ossia coloro che lavorano part-time ma avrebbero disponibilità a lavorare per un numero maggiore di ore. Qui per approfondire.  

Confartigianato: l’Eurozona a rischio stagflazione 

Il 2023 inizia all’insegna dell’incertezza per le imprese italiane. Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato a novembre 2022 l’indice della produzione manifatturiera ristagna (+0,1%) dopo i cali dei due mesi precedenti (-1,0% ad ottobre e -1,5% a settembre). Nello stesso periodo le vendite al dettaglio segnano un aumento in volume dello 0,4%, ma la crescita dei prezzi penalizza il trend su base annua, con le vendite del mese inferiori del 3,6% rispetto all’anno precedente. A ottobre la produzione delle costruzioni ha segnato una diminuzione rispetto al mese precedente (-0,9%). Nonostante il raffreddamento autunnale dei prezzi di petrolio e gas naturale, persiste sull’economia italiana un alto tasso di inflazione, che a dicembre rimane in doppia cifra collocandosi al 12,3% (era 12,6% a novembre), mentre negli Stati Uniti la crescita dei prezzi al consumo rallenta al 6,5% (era 7,1% a novembre) e in Eurozona è al 9,2% (era 10,1% a novembre). Qui per un approfondimento.

 

Innovazione  

L’importanza dei data center nell’ecosistema digitale italiano 

La sfida della digital transformation che le imprese italiane si trovano oggi ad affrontare ha puntato l’attenzione sulle infrastrutture IT in Italia evidenziando come i data center siano il vero fondamento dell’economia digitale. Per questo è nata Ida (Italian datacenter association), la prima associazione con l’obiettivo di rappresentare i costruttori e operatori di data center in Italia. La costituzione si inserisce in un contesto di mercato in cui il ruolo dei data center ha conquistato un livello di importanza e di crescita senza precedenti. L’ultimo decennio è stato caratterizzato da un processo di affermazione costante del ruolo dei data center come dimostra l’andamento di crescita del settore: secondo le stime dell’Osservatorio del Politecnico di Milano “I Data Center per lo sviluppo dell’ecosistema digitale italiano” siamo di fronte ad un fatturato, in Italia, di circa 3 miliardi di euro per un totale di 190 datacenter con una potenza installata complessiva di 300MW. Qui per approfondire.  

 

Gender equity  

 

Cosa ci ha insegnato la pandemia per ridurre la disuguaglianza di genere sul lavoro? 

Il COVID-19 ha fatto compiere passi indietro rispetto alla parità di genere sul posto di lavoro, ma questa disuguaglianza può essere affrontata attraverso sistemi di tutoraggio, infrastrutture di assistenza e alfabetizzazione finanziaria. Le donne di tutto il mondo continuano a sentire l'impatto della pandemia sulla loro vita professionale e finanziaria. La pandemia ha avuto un impatto negativo sulle donne molto più degli uomini: le donne costituivano circa il 39% della forza lavoro globale e hanno subito il 54% delle perdite di posti di lavoro. Anche in ambito famigliare, per esempio, nell’assistenza all’infanzia, sono state e sono investite da una responsabilità maggiore rispetto agli uomini. Uno studio dell'Università dell'Arkansas sull'impatto della pandemia negli Stati Uniti ha rilevato che una madre lavoratrice su tre in famiglie con due genitori si prendeva cura esclusivamente dei propri figli, rispetto a un padre lavoratore su dieci. Un'indagine della Harward Business Review su oltre 2.550 genitori che lavorano ha rilevato che il 20% di questi ha dovuto abbandonare o ridurre l'orario di lavoro perché non aveva accesso all'assistenza all'infanzia. Inoltre, il 33% degli intervistati ha affermato che la decisione su quale genitore avrebbe lasciato o avrebbe lavorato meno ore dipendeva da "chi era più bravo", non da altri criteri oggettivi in termini di stabilità del lavoro, reddito o ore lavorate. Ciò ha portato gli autori a concludere che "i ruoli di genere incombono ancora nel processo decisionale domestico". Lo stesso studio ha rilevato che il 26% delle donne che ha smesso di lavorare lo ha fatto perché non aveva assistenza all'infanzia. Qui per un approfondimento.

 

Enti locali 

 

Enti di area vasta: le province a supporto dei territori 

Già si parla di controriforma delle Province. Nell’incontro che si è tenuto tra il Ministro Roberto Calderoli e i vertici dell’UPI si è discussa l’idea di riportare in auge le province cancellate dalla riforma Delrio. Gli enti da quasi dieci anni sono enti di secondo livello con un presidente eletto dai sindaci del territorio e un'assemblea di amministratori locali, e soprattutto con organici ridotti oltre l'osso e bilanci zoppicanti e spesso vicini o dentro il dissesto. Invece nell’incontro si è parlato di elezione diretta di presidenti e consigli con durata quinquennale di tutti gli organi. Gli enti di area vasta potrebbero anche avere un ampliamento delle competenze: dalla programmazione dello sviluppo locale agli investimenti. Qui per un approfondimento.  

Mondo MEF

 

Mef: le entrate in crescita di 64 miliardi (+9,7%) 

Il Ministero dell’economia e delle finanze rende noto il Rapporto redatto mensilmente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato sulle entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-novembre 2022. L’analisi rileva una crescita complessiva di 64 miliardi di euro (64.066 milioni di euro), +9,7% rispetto all’analogo periodo del 2021. Il dato tiene conto della variazione positiva delle entrate tributarie dell’11,2% (+50.433 milioni di euro) e della crescita, in termini di cassa, delle entrate contributive del 6,4% (+13.633 milioni di euro). L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, andando ad integrare il dato già riscontrabile nella nota dell’11 gennaio scorso. Qui e qui le Note del Mef. 

 

Agenzia del Demanio: un piano industriale da 5 miliardi in 10 anni  

Quello che l’Agenzia del Demanio ha appena elaborato è il primo Piano strategico industriale di un ente pubblico economico. Un lavoro che seguirà tre direttrici: sostenibilità, innovazione e centralità dell’utente. E che sarà sviluppato in un dialogo intenso con i territori grazie alla Struttura per la progettazione che è ora pienamente operativa. Questo si legge tra le Note dell’Agenzia del Demanio all’indomani della riconferma del Direttore Alessandra dal Verme alla guida dell’Agenzia. Sostenibilità, innovazione e digitalizzazione sono i binari su cui si muove l’azione dell’Agenzia del Demanio, orientata a implementare un nuovo modello di logistica della PA, che manutiene i propri immobili in una modalità smart, efficiente, predittiva, attraverso l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche avanzate.  Qui per approfondire.