Evasione fiscale e privacy: come mettere insieme due aspetti apparentemente lontani 

Utilizzare i dati dell’Archivio dei rapporti finanziari per identificare i comportamenti a più alto rischio di evasione è finalmente possibile. Un decreto  del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 28 giugno 2022  sancisce una metodologia condivisa fra Agenzia delle entrate e Garante della privacy, e prevede l’utilizzo dei dati dell’Archivio dei rapporti finanziari preventivamente pseudonimizzati e la loro analisi, sempre in forma anonima, al fine di identificare i comportamenti a maggior rischio evasivo. L’Archivio dei rapporti finanziari è una apposita sezione dell’Anagrafe tributaria in cui sono archiviati i dati e le informazioni relative ai saldi e alle movimentazioni di tutti i conti attivi presso i vari operatori finanziari. Queste metodologie per l’analisi del rischio, di tipo sia deterministico sia stocastico, sono ampiamente illustrate nella “Relazione per orientare le azioni di governo volte a ridurre l’evasione fiscale derivante da omessa fatturazione”, presentata dal Ministero a dicembre 2021, nell’ambito dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Anche il Pnrr, infatti, ha dato una spinta decisiva per risolvere le questioni legate alla privacy dei contribuenti. Qui per approfondire. 

 

Prometeia: pubblicato il Rapporto di previsione sull’Economia italiana 2022 

Come sta l’economia italiana? Sono 8 i fattori attraverso i quali Prometeia monitora l’andamento dell’economia italiana. Nel 2022 il PIL si attesta al 2,9% e nel 2023 è previsto scenderà all’1.9%. Gli investimenti strumentali e le esportazioni sono cresciuti rispetto alla fine del 2021: rispettivamente del 2,3% e del 3,5%. Gli impulsi di segno negativo sono sintetizzati nell’aumento dei prezzi di energia, alimentari e servizi che stanno crescendo sensibilmente e più di metà dei prezzi incorpora un’inflazione superiore al 2%. La spesa delle famiglie è scesa dello 0,8% a causa del clima di incertezza gravato anche dalle nuove varianti Covid e dal conflitto. L’evoluzione dei consumi variabile chiave nei prossimi mesi. Qui per approfondire. 

 

Istat: presentato il Rapporto annuale 2022 

La ripresa tra ostacoli e incertezze: dopo una crescita record nel 2021 (+6,6%), a inizio anno il Pil dell’Italia è tornato sui livelli di fine 2019, anche se con progressi non uniformi tra i settori. Dalla seconda metà dello scorso anno lo scenario internazionale si è gradualmente deteriorato per effetto di strozzature dal lato dell’offerta e di consistenti spinte inflazionistiche, esacerbate dall’invasione russa dell’Ucraina. Quest’ultima ha anche peggiorato le attese, così come il cambio di intonazione della politica monetaria. Coerentemente, le prospettive di crescita mondiali per il 2022 e il 2023 sono peggiorate e quelle per l’Italia, pur restando positive, sono in decelerazione. Qui la Nota dell’Istat. 

 

INPS: presentato il XXI Rapporto annuale dell’Istituto  

Le donne percepiscono solo il 44% dei redditi pensionistici e nel 2021 i pensionati con redditi da pensione inferiori a 1.000 euro al mese erano il 32% del totale, pari a circa 5 milioni 120mila persone. Ѐ quanto emerge dal Rapporto annuale Inps, presentato dal Presidente Tridico lunedì 11 luglio, che evidenzia che la percentuale di pensionati con reddito inferiore a 12.000 euro è pari a 40% se si considerano gli importi delle prestazioni al lordo dell'imposta personale sul reddito. L'aumento dell'inflazione nel 2022 con una crescita dei prezzi che a fine anno potrebbe assestarsi sull'8% potrebbe pesare sulla spesa per pensioni dell'Inps nel 2023 per 24 miliardi.  Qui per approfondire. 

 

Congiuntura Confcommercio: a luglio Pil in calo dello 0,6% 

Consumi in crisi, l'inflazione non si ferma e la crisi politica in atto aumenta il quadro d'incertezza. Questa la complessa fotografia fornita dalla Congiuntura di Confcommercio. I mesi estivi si sono aperti all'insegna di un preoccupante clima d’incertezza. Sul quadro internazionale non si intravedono segnali di risoluzione del conflitto in Ucraina. I mercati delle materie prime continuano ad essere attraversati da molteplici turbolenze, elemento che contribuisce a rendere molto complicata l’individuazione della fine della componente inflazionistica che sta coinvolgendo tutte le principali economie. L’economia italiana, che pure ha mostrato nella prima parte dell’anno grande vivacità, ha cominciato a evidenziare segnali di un possibile forte rallentamento. A maggio, sia la produzione industriale sia l’occupazione sono tornate a registrare una riduzione su base congiunturale; a giugno la fiducia delle famiglie si è collocata al minimo da novembre 2020. Questi elementi si sono tradotti, secondo le stime di Confcommercio, in una progressiva riduzione del PIL in termini congiunturali. Qui per approfondire.  

 

Confindustria: l’economia italiana in breve con i dati congiunturali del Centro studi 

Lo scenario entro cui l’economia italiana e internazionale si sta muovendo è molto incerto, con una serie di fattori (conflitto in Ucraina, aumento dei prezzi dell’energia, inflazione, aumento dei tassi di interesse) che agiscono in direzioni opposte complicando il quadro. Il focus del momento è sicuramente l’inflazione alta e persistente con rischi altissimi per i consumi. In Italia tali valori (+8% annuo) non si vedevano dal 1985 dopo gli shock petroliferi. La corsa dell’inflazione è trainata soprattutto dai prezzi elevati delle materie prime energetiche e  alimentari, ancor più in tensione a causa della guerra in Ucraina. I rincari si traducono in Italia in un +48,7% annuo dei prezzi energetici al consumo e in un +8,7% per quelli alimentari, che spiegano ben 5,7 punti su 8,0 di inflazione. Qui per approfondire. 

 

Agenda europea per l’innovazione: per affrontare le sfide più urgenti 

La Commissione Europea ha adottato una nuova agenda europea per l'innovazione per dare all'Europa un ruolo da protagonista sulla scena mondiale dell’innovazione. Attraverso 25 azioni chiave si sosterrà lo sviluppo di startup ad altissimo contenuto tecnologico con l’obiettivo di accelerare la transizione digitale e “green” e rendere il Vecchio Continente leader nel settore. Il documento rafforzerà la leadership tecnologica dell’Europa e genererà soluzioni innovative alle pressanti sfide sociali, come i cambiamenti climatici e le minacce informatiche. Qui e qui per approfondire. 

 

Parità di genere: per le aziende una certificazione che ne attesti l’allineamento alle linee del Ministero 

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto della Ministra Elena Bonetti del 29 aprile 2022  che recepisce le “Linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere che prevede l’adozione di specifici KPI (Key Performance Indicator – Indicatori chiave di prestazione) inerenti alle Politiche di parità di genere nelle organizzazioni”. Si tratta di un importante tassello nella costituzione del Sistema nazionale della certificazione della parità di genere alle imprese, intervento del PNRR a titolarità del Dipartimento per le pari opportunità, che mira ad accompagnare ed incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il divario di genere. Accredia, l’Ente unico nazionale di accreditamento, ha iniziato a rilasciare la certificazione per la parità di genere alle aziende. Le realtà che otterranno il via libera potranno accedere a sgravi contributivi e vantaggi nelle gare pubbliche. Qui e qui per approfondire. 

 

LEP e obiettivi di servizio: il 12 e il 19 luglio si sono svolti i primi due webinar SOSE-RGS  

I primi due webinar dedicati alle Sessioni Sud, con la partecipazione dei Comuni di Puglia, Molise, Abruzzo, Calabria, Basilicata e Campania, si sono tenuti il 12 e il 19 luglio. All'interno delle sessioni formative, oltre alle novità normative previste dalle Leggi di bilancio 2021 e 2022 in tema di LEP e obiettivi di servizio, i Comuni che sono intervenuti hanno avuto la possibilità di testare una navigazione guidata della piattaforma SOSE dedicata alla rendicontazione delle risorse aggiuntive. Hanno potuto interagire con i relatori per condividere esempi concreti e mettere a disposizione di tutti i partecipanti soluzioni utili. Gli appuntamenti con i Comuni delle restanti regioni riprenderanno a settembre e a ottobre, dopo la pausa estiva. Qui per approfondire.  

 

Istat: la geografia delle aree interne, al Sud i Comuni potenzialmente più deboli 

I centri minori sono una caratteristica del territorio italiano, di piccola dimensione e spesso non in grado di garantire servizi essenziali ai cittadini. Le specificità di questo territorio possono essere riassunte utilizzando l’espressione “Aree Interne”. La Mappa delle Aree Interne è uno strumento che guarda all’intero territorio italiano nella sua articolazione a livello comunale e identifica i Comuni con un’offerta congiunta di tre tipologie di servizio - salute, istruzione e mobilità. Le Aree Interne risultano presenti soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno: nel complesso sono 1.718 (67,4%) i Comuni che ne fanno parte, con significative incidenze in Basilicata, Sicilia, Molise e Sardegna (tutte superiori al 70%). Al Centro Italia il peso relativo di queste aree è molto più contenuto e arriva, con 532 Comuni, al 54,8% del totale. La distribuzione regionale appare molto più equilibrata rispetto alle altre ripartizioni ed è compresa tra il 46,3% delle Marche e il 60,1% della Toscana. Nel Nord-ovest e nel Nord-est la quota di Comuni che rientrano nelle Aree Interne si riduce ulteriormente, 33,7% e 41,4% rispettivamente, anche se in termini assoluti si tratta di ben 1.584 Comuni. Ne consegue che su base nazionale questa tipologia di Comuni contribuisce al totale per una quota complessiva del 41,3%. Qui la Nota di Istat.  

 

MEF: entrate tributarie e contributive di gennaio-maggio 2022 in crescita rispettivamente dell’11,3% e del 6,1% 

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-maggio 2022 evidenziano nel complesso una crescita di 25.389 milioni di euro (+9,5%) rispetto all’analogo periodo del 2021. Il dato tiene conto della variazione positiva delle entrate tributarie dell’11,3% (+19.410 milioni di euro) e della crescita, in termini di cassa, delle entrate contributive del 6,1% (+5.979 milioni di euro). L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 luglio scorso. Qui il Comunicato stampa del MEF.